GERUSALEMME 17 APR Due giovani p – GERUSALEMME, 17 APR – Due giovani palestinesi del villaggio cisgiordano di Awarta hanno confessato di essere gli autori della strage di una famiglia di coloni nel vicino insediamento ebraico di Itamar, lo scorso 11 marzo. Lo ha annunciato oggi un portavoce militare israeliano. I due giovani, che sono cugini e studenti, Hakim Mazen Awad, di 18 anni, e Amjad Mahmad Awad, di 19, non risultano formalmente appartenere ad alcuna organizzazione palestinese. Il crimine e' stato apparentemente frutto di una loro iniziativa individuale. Sono stati arrestati nelle scorse due settimane. ''E' al di la' di ogni dubbio che sono stati loro'', ha dichiarato alla stampa il colonnello Nimrod Alloni, comandante della brigata addetta all'area in cui e' avvenuto il crimine, maturato nel clima di odio e violenze che caratterizza i rapporti tra una parte almeno degli abitanti degli insediamenti e la popolazione palestinese limitrofa. Dubita invece delle conclusioni dell'inchiesta israeliana il sindaco del villaggio, Keis Awad. Dall' interrogatorio, secondo le fonti militari israeliane, emerge che i due giovani hanno agito per un misto di odio, sete di vendetta e perche' volevano ''morire come martiri''. Nel ricostruire il crimine non hanno mostrato alcun segno di rimorso. Hanno detto che dopo essersi infiltrati a Itamar sono prima entrati nella casa, in quel momento disabitata, di un colono dove hanno rubato un fucile M16. Incoraggiati dal fatto di non essere stati scoperti hanno poi raggiunto la casa della famiglia Fogel con l'intento di rubare un'altra arma. Forzato l'ingresso hanno prima accoltellato a morte due fratellini, Elad, di 4 anni, e Yoav di 11. Sono poi entrati nella stanza dei genitori, Ehud e Ruth, che dopo un'iniziale disperata resistenza sono stati sopraffatti e mortalmente accoltellati. Prima di allontanarsi ha richiamato la loro attenzione il pianto di un bebe' di tre mesi, Hadar, che hanno sgozzato nella culla. Tornati a Awarta, i due giovani hanno chiesto l'aiuto di uno zio, Salah Awad, membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che li ha aiutati a nascondere le armi consegnandole a un abitante di Ramallah e a bruciare gli abiti sporchi di sangue. I due complici sono stati pure arrestati. Malgrado i risultati dell'inchiesta israeliana il sindaco di Awarta, Keis Awad, ha detto di dubitare della fondatezza delle accuse mosse ai due giovani. Per oltre un mese, ha continuato, l'esercito ha tenuto il suo villaggio sotto costante occupazione, interrogando piu' di un centinaio di persone, molte delle quali in giovane eta', adottando inoltre una serie di pressioni e ''punizioni collettive''. Secondo il sindaco solo un'immediata inchiesta internazionale potra' accertare la verita' su un crimine che per la sua efferatezza e' stato condannato da molti palestinesi, inclusi il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) e il premier Salam Fayyad.
