BERLINO, 5 AGO – I recenti attacchi di Oslo hanno proiettato sulla scena nazionale in Germania una realta' che, sebbene conosciuta, fino al 22 luglio viveva nascosta: quella dei siti web della destra radicale. Il paese ne conta circa 1.000 e nella capitale e' ancora acceso il dibattito sulla loro natura: si tratta di populismo di destra o estremismo?
E' proprio in base alla risposta a questa domanda, ha spiegato all'ANSA una portavoce dei servizi segreti interni, che l'intelligence tedesca decide se oscurare o meno questi siti, che sempre piu' spesso vengono utilizzati come piattaforma di discussione.
La linea di confine tra i due punti di vista e' rappresentata da due siti, Politically Incorrect e Nuernberg 2.0, che si spartiscono la fetta principale del 'mercato'. Entrambi promuovono una feroce critica dell'islamismo, sfociando spesso in post dal contenuto palesemente razzista, ma non solo. Argomento di discussione e di opposizione nei forum sono anche l'ingresso nell'Unione Europea della Turchia, oltre ai tentativi di salvataggio dell'euro. Sulla home page di Politically Incorrect, sito che dalla sua fondazione nel 2004 conta oltre 43 milioni di contatti, si trovano immagini di personalita' considerate emblematiche per i suoi blogger. C'e' quella del politico olandese, Geert Wilders, antislamista convinto che ha tentato di bandire il Corano dall'Olanda giudicandolo in conflitto con le leggi del paese. E quella dell'ex consigliere della Bundesbank, Thilo Sarrazin, autore del controverso libro 'La Germania si distrugge da sola – Come mettiamo a rischio il nostro Paese', che promulga tesi genetiche legate a politiche sociali in tema di immigrazione. Diverso il caso di Nuernberg 2.0, fondato da un ex blogger di Politically Incorrect il quale, scontento delle posizioni liberali di diversi politici, giornalisti, giuristi e scrittori tedeschi ha deciso di organizzare un processo preventivo 'virtuale', ispirandosi a quello di Norimberga, avvenuto nel 1945 contro i nazisti. ''Questi siti propongono tesi legate ad un populismo di destra che critica l'Islam, anche ferocemente, ma che non e' legato ad attivita' illegali o violente tipiche degli estremisti'', hanno commentato i servizi di intelligence. Tuttavia, lo scontento provocato in Germania e' evidente. ''Il linguaggio utilizzato e' talvolta estremamente brutale'', ha spiegato Ruprecht Polenz, esponente della Cdu e sul banco degli accusati di Nuernberg 2.0. ''Dopo la tragedia norvegese' e' necessario ripensare il rapporto tra le parole e i crimini: la violenza verbale non deve venire in alcun modo accettata se si vuole monitorare ed evitare la violenza reale'', ha concluso.
Da parte sua, la portavoce dei servizi ha sottolineato che i siti di estrema destra vengono prontamente chiusi, mentre i blog definiti populisti sono costantemente monitorati ma non controllati. ''Il controllo – ha detto – e' possibile soltanto in presenza di prove di attivita' illegali e consisterebbe nell'utilizzo di intercettazioni telefoniche e indagini sui blogger''.
