Strauss-Khan, Ophelia: pochi contatti con la famiglia in Guinea

ROMA – E' praticamente isolato dal resto del mondo, senza elettricita' o linee telefoniche il villaggio di Tchiakoulle, nel nord della Guinea, che ha dato i natali alla donna che oggi accusa Dominique Strauss-Khan di averla aggredita in un hotel di lusso a Manhattan. La trentaduenne, Nafissatou Diallo, o 'Ophelia' – il nome con cui ormai tutto il mondo la conosce – ha lasciato il villaggio oltre 10 anni fa, poco dopo la morte dell'uomo che aveva sposato a 17 anni e dal quale aveva avuto una figlia, scrive l'Afp online in un reportage sul posto. Con la bambina era partita alla volta di New York e grazie all'aiuto di una delle sorelle che gia' viveva negli Stati Uniti e che le ha pagato il viaggio. Ma da allora non aveva piu' avuto quasi alcun contatto con la famiglia d'origine, composta da sei figli in tutto, tre sorelle e tre fratelli che il padre aveva avuto dalle sue due mogli. Cosi' il padre, un contadino modesto ma anche un rispettato religioso nella comunita' musulmana locale, e' morto nel 2009 all'eta' di 90 senza piu' vedere la piu' piccola dei suoi figli: in quell'occasione uno dei fratelli aveva contattato la donna a New York. ''In un primo momento non mi voleva parlare'', ha raccontato all'Afp il fratello Boubacar, ''vedendo che la telefonata proveniva dall'Africa. Solo quando le ho spiegato chi ero si e' convinta''. I parenti la ricordano come una bambina silenziosa, ''non ribelle'', una ragazza molto bella ma analfabeta non essendo mai andata a scuola. Da bambina frequento' pero' la madrasa del villaggio dove imparo' versetti a memoria che recitava sulla veranda della sua casa.

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