ROMA – L'acqua allo stato liquido su Marte non c'e' stata soltanto in un passato lontanissimo ne' sarebbe scomparsa 3 miliardi di anni fa, ma puo' riapparire ciclicamente a intervalli di decine di migliaia di anni. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, si deve alle misure fatte con i radar che si trovano a bordo delle sonde europee e americane in orbita attorno a Marte e che parlano in gran parte italiano. Il ghiaccio di anidride carbonica nel Polo Sud di Marte risulta 30 volte piu' abbondante del previsto, scrivono i ricercatori, coordinati dal planetologo Roger Phillips, dell'universita' del Colorado, a Boulder. I nuovi risultati sono frutto dei dati forniti dal radar Shadar, a bordo della sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), e dal radar Marsis, della sonda Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Entrambi i radar sono stati ideati per l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) dal guppo dell'universita' di Roma La Sapianza guidato da Giovanni Picardi in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, e realizzati dalla Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica). I nuovi risultati dimostrano che una grandissima parte dell'atmosfera di Marte (quasi la meta' di quella attuale) e' congelata, intrappolata nel ghiaccio secco molto abbondante nel Polo Sud del pianeta rosso, spiega Roberto Orosei, dell'Istituto di Fisica dello spazio interplanetario dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), che fa parte dei gruppi scientifici che analizzano i dati di entrambi i radar. Se un cambiamento climatico dovesse liberare tutta l'anidride carbonica (CO2) oggi intrappolata nel ghiaccio, Marte tornerebbe ad avere un'atmosfera in grado di riscaldarlo ulteriormente grazie ad un effetto serra. Quindi l'acqua ghiacciata presente in superficie si scioglierebbe. Motore del cambiamento sarebbe l'oscillazione periodica dell'asse di rotazione di Marte.