REUTERS) GIUBA (SUD SUDAN) 10 -REUTERS) – GIUBA (SUD SUDAN), 10 MAG – Più di 80 fra ribelli e civili sono stati uccisi nel Sud Sudan domenica scorsa (8 maggio) in un attacco di insorti contro un allevamento di bestiame nello stato di Warrap. La parte meridionale del paese, ricca di petrolio, ha deciso di diventare stato indipendente nel gennaio scorso con un referendum, e si staccherà da Khartoum il 9 luglio prossimo. Per decenni il Sud animista e cristiano è stato tormentato da una guerra civile per l'indipendenza dal nord musulmano, finita nel 2005 con un accordo di pace che prevedeva una consultazione popolare per decidere il destino della regione, grande quanto la Francia e divisa in dieci stati. Le celebrazioni per l'indipendenza sono state però macchiate da un'ondata di violenze tribali e scontri fra l'esercito del Sud e milizie ribelli al nuovo governo. La strage di domenica è solo l'ultimo episodio di questa scia di sangue, che quest'anno ha fatto più di un migliaio di vittime. Secondo l'esercito del sud, le milizie ribelli domenica hanno attaccato un allevamento di bestiame nello stato meridionale di Warrap, dopo che nei giorni precedenti l'esercito li aveva cacciati dal vicino stato di Unity. I ribelli hanno ucciso 34 civili e ne hanno feriti 45. Gli abitanti del luogo però si sono subito vendicati. Insieme alla polizia, hanno spinto i ribelli in un'imboscata e ne hanno uccisi 48. I leader del sud dicono che Khartoum sostiene i ribelli per impadronirsi del petrolio della regione. Il Nord ribatte che le milizie si ribellano al governo autocratico di Giuba, la capitale dello stato nascente. Secondo l'Onu, ci sono almeno sette milizie che combattono contro la nuova amministrazione. Fra Khartoum e Giuba ci sono diverse controversie aperte, dalla spartizione dei profitti del petrolio alla divisione della regione contesa di Abyei. Numerosi osservatori temono che il sud, povero e arretrato nonostante il petrolio, possa diventare uno "stato fallito" come la Somalia e destabilizzare la regione. (ANSA-REUTERS).