Suicidio assistito: la clinica meta degli italiani

ROMA 15 MAG C'e' un viaggio – ROMA, 15 MAG – C'e' un viaggio della morte, per scelta consapevole e in legalita', che porta gli italiani (19 nel 2010) in Svizzera. Perloppiu' arrivano a Forch (nel Cantone Zurigo), nella clinica Dignitas, fondata dall'avvocato Ludwig A. Minelli nel 1998, per il suicidio assistito. Una pratica confermata oggi dal referendum svoltosi a Zurigo che ha mantenuto possibile tale estrema opzione anche per i non residenti, mentre l'eutanasia rimane illegale anche in Svizzera. 'Dignitas – Vivere degnamente – Morire degnamente' e' una associazione senza scopi di lucro che, secondo statuto, persegue l'obiettivo di ''assicurare ai suoi membri una vita e una morte dignitose, valori a cui ogni essere umano ha diritto''. L'associazione afferma di sostenere i propri membri anche in vita, intervenendo ''ogni qualvolta avvertono che la loro dignità umana venga minacciata dalle autorità, dalla direzione di una casa di riposo, di un ospedale o da medici non liberamente scelti''. Per associarsi occorre versare una tassa d'iscrizione una tantum di 200 franchi svizzeri (circa 160 euro) e una quota annua minima di 80 franchi. ''Per non trovarsi alla mercé di una medicina disumana esiste – afferma l'associazione con sede in Svizzera – una soluzione praticabile: un testamento biologico, giuridicamente valido, in cui si dichiara di voler morire dignitosamente''. Nella dichiarazione occorre evitare qualsiasi ambiguità e darle valore vincolante. Chi soffre di un male incurabile o di un handicap insopportabile, e per questo motivo decide di mettere fine ai suoi giorni, come membro di Dignitas può domandare all'associazione di aiutarlo a morire volontariamente. La struttura elvetica verifichera' che la capacita' di discernimento del richiedente sia intatta e non influenzata da terzi interessati al decesso dell'affiliato. Per preparare l'aspirante suicida e i suoi parenti e' previsto poi un training che si prefigge ''alleviare a tutti il travaglio del distacco''. Per portare a termine il suicidio assistito la clinica si procura, dietro ricetta medica, un barbiturico solubile che non causa dolori e agisce velocemente consentendo di passare – senza sofferenza – dal sonno alla morte, a Zurigo e nel momento prescelto e davanti a due testimoni. Alla veglia possono assistere i parenti indicati dall'affiliato.

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