Un’altra misura del decreto legge sulla manovra รจ finito nel mirino di opposizione e sindacati. La contestazione riguarda la norma che pone una stretta sui requisiti per accedere all’assegno sociale. I nuovi criteri, introdotti durante una seduta notturna a Montecitorio, prevedono infatti la residenza continuativa in Italia per almeno 10 anni e la necessitร di dimostrare, sempre negli ultimi 10 anni, di aver lavorato e versato contributi per ottenere l’assegno. La legge attualmente in vigore, incece, prevede che possano richiedere l’assegno sociale i cittadini italiani (e i cittadini Ue o extracomunitari con permesso di soggiorno) oltre i 65 anni a prescindere dal versamento dei contributi.
ยซCOLPITI ANCHE ITALIANI PIU’ POVERIยป- La nuova misura, sostiene l’opposizione, non colpirร solo gli extracomunitari ma anche gli italiani delle fasce piรน deboli, ad esempio casalinghe, religiosi, emigrati. ยซCon un colpo di mano notturno e senza alcuna possibilitร di discussione, la maggioranza ha cancellato di fatto e in un solo colpo 800 mila assegni socialiยป, dichiara il deputato del Partito democratico Luigi Bobba. ยซGli emendamenti all’articolo 20 del decreto legge sulla manovra economica, votati dalla maggioranza, azzerano nella pratica la platea di quanti, casalinghe, lavoratori in nero, disoccupati, religiosi missionari, emigrati che rientrano in Italia, avendo superato i 65 anni d’etร e non percependo alcun reddito, avevano fino ad oggi beneficiato di un minimo sostegno assistenziale, come tra l’altro sancito dall’articolo 38 della Costituzioneยป, sottolinea Bobba.
CISL, ยซSNATURATA LA PRESTAZIONEยป – Contraria anche la Cisl, che chiede al Parlamento di intervenire per modificare la misura. ยซLa Cisl รจ contraria alla norma, contenuta nella legge finanziaria, che vincola il diritto all’assegno sociale ad un periodo continuativo di lavoro di 10 anniยป, dichiara in una nota Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. ยซL’introduzione di tale requisito di fatto determinerebbe la conseguenza paradossale che proprio le fasce piรน deboli della popolazione potrebbero non beneficiare di questa provvidenza. Ma soprattutto si va a snaturare la prestazione, che si trasformerebbe da assistenziale in previdenziale, modificando l’obiettivo stesso dell’assegnoยป, aggiunge il sindacalista.
ACLI, ยซMODIFICA MALDESTRA E INGIUSTAยป – Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) chiedono al Parlamento di ritornare sui propri passi. ยซDal 1ยฐ gennaio 2009, salvo interventi correttivi del Senato, casalinghe, frati, suore e molti altri cittadini italiani non riceveranno piรน l’assegno sociale che fino ad oggi gli veniva riconosciuto dall’Inps come assistenza in caso di redditi particolarmente bassiยป. ยซSi tratta di una modifica maldestra oltre che ingiustaยป introdotta dalla Camera in sede di conversione del decreto legge 112. ยซIl Governo aveva proposto una prima modifica introducendo il requisito aggiuntivo del soggiorno legale, in via continuativa, per almeno cinque anni nel territorio nazionale. Serviva per evitare la concessione dell’assegno sociale agli extracomunitari ricongiunti alla famigliaยป. Ma la Camera, proseguono, ยซรจ andata oltre e ha stabilito che l’assegno potrร essere concesso in futuro solo a chi, oltre a far valere i requisiti di etร e di reddito, dimostri di aver ‘soggiornato legalmente e lavorato legalmente con un reddito almeno pari all’importo dell’assegno sociale, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale’ยป.
AZZOLLINI, LIMITI ASSEGNO SOCIALE SOLO PER IMMIGRATI – Il presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini, spiega invece che i limiti per lโaccesso allโassegno sociale non riguardano i cittadini italiani, ma solo gli immigrati. ยซLa norma – afferma – pone come condizione accanto al soggiorno da almeno 10 anni, la produzione di reddito legale da altrettanto tempo. La norma, quindi, non riguarda i cittadini italiani, che hanno cittadinanza, residenza e domicilio, ma non certo soggiorno nel nostro Paeseยป. Lโobiettivo del governo non รจ quindi quello di negare lโassegno alle casalinghe e agli altri beneficiari italiani. ยซLa lettura della legge – sottolinea Azzollini – esclude questa ipotesi e certo anche lo spirito della legge la escludeยป.
