MILANO – Condanne che vanno da un anno e mezzo a sei anni e mezzo di carcere e sanzioni dai 600 ai 500 mila euro sono state chieste oggi dal pm di Milano Carlo Nocerino per oltre 30 imputati e per 16 societa' ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale davanti ai quali si sta celebrando il processo su un giro di presunte tangenti pagate tra il 2002 e il 2004 a ex dirigenti EnelPower e EniPower da alcune aziende per essere favorite nell'assegnazione di appalti, anche in Medio Oriente. Tra le pene piu' alte, cioe' sei anni e mezzo, quelle chieste nei confronti dell'ex ad di Enel Produzione, Antonino Craparotta, dell'ex ad Enelpower, Luigi Giuffrida e di Gabriele Caressa, ritenuto il ''braccio operativo'' del secondo. Tra le societa' imputate per la legge sulla responsabilita' amministrativa degli enti figura anche Ansaldo nei confronti della quale e' stata chiesta una sanzione di 600 mila euro. Per alcune persone e' stato chiesto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. L'inchiesta nata nel 2003 aveva portato nel 2004 a 11 arresti. Secondo l'accusa, ad alcuni ex dirigenti di Enipower e di Enelpower, sarebbero state pagate tangenti da alcune aziende per essere favorite negli appalti energetici, attraverso alcuni intermediari. L'udienza e' stata aggiornata a martedi' prossimo quando la parola passera' ai legali delle parti civili Enipower, Enelpower e Snamprogetti.
