NAPOLI – Oltre a pretendere somme di denaro e regali di valore per concedere il trasferimento da altre aziende di trasporto a quella napoletana, dirigenti e sindacalisti dell'Anm coinvolti nell'inchiesta che ha portato oggi a due arresti e a una serie di perquisizioni in varie regioni italiane assegnavano incentivi per il pensionamento anticipato a dipendenti deceduti, intascando loro stessi il denaro. Si evince dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Paola Russo su richiesta del pm Giancarlo Novelli. Gli indagati sono in tutto otto; per due, Sabato Carotenuto, ex direttore del personale dell'azienda, e Vincenzo Colimoro, dipendente dell'Anm e sindacalista Uil, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. Altri due, Carmine Simeone, dipendente Anm e sindacalista Cisl e Roberto Pastena, dipendente e sindacalista Uil, hanno invece l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. L'inchiesta, avviata dopo una denuncia del consigliere comunale del Pdl, Ciro Signoriello, ha accertato numerose irregolarita' nei trasferimenti incrociati di dipendenti, consentiti da una norma ora abrogata, da un'azienda di trasporto a un'altra. Dipendenti di aziende del nord Italia risultavano avere fatto richiesta di trasferimento a Napoli: molto spesso pero' i documenti erano falsi e le persone non erano dipendenti di alcuna azienda di trasporto; di conseguenza venivano assunte, e non trasferite all'Anm. Altrettanto falsi erano i documenti che attestavano, in cambio dei nuovi ingressi, altrettanti esodi verso altre aziende. Un altro sistema ampiamente praticato era trasferire al nord dipendenti prossimi alla pensione, che non prendevano mai servizio perche' risultavano in malattia.
