SIRACUSA 12 MAG Con il ''Filot – SIRACUSA, 12 MAG – Con il ''Filottete'' di Sofocle, andato in scena ieri sera con successo, e' cominciato il quarantasettesimo ciclo di spettacoli classici a Siracusa. Oggi va in scena ''Andromaca'' di Euripide e i due spettacoli si alterneranno sera dopo sera, fino alla finedi giugno, coinvolgendo un pubblico di molte migliaia di persone. Siracusa e' infatti per la prosa quello che l'Arena di Verona e' per l'opera lirica: una tradizione culturale, un grande coinvolgimento popolare,una forte attrazione turistica. ''Filottete'' e stato applaudito (anche a scena aperta) per la semplicita' ed efficacia della regia di Gianpiero Borgia e per l'interpretazione del protagonista interpretato da Sebastiano Lo Monaco, un attore siciliano di grande energia e presenza scenica, molto seguito al pubblico locale e non solo. Insieme, regista, protagonista e traduttore (Giovanni Cerri) hanno dato vita ad uno spettacolo intenso che ha fatto arrivare al pubblico una storia di venticinque secoli fa, che ancora puo' insegnarci qualcosa. ''Filottete'', che non e' certo la maggiore delle opere di Sofocle e' una tragedia per molti versi misteriosa. Narra del guerriero Filottette abbandonato su una isola deserta dai suoi compagni achei che non sopportano il puzzo di una sua ferita che non puo' guarire. Per sopravvivere Filottetete ha un arco miracoloso, che si scopre essere l'unico mezzo, che gli Achei hanno per vincere la guerra di Troia. Tiornano dunque gli achei nell'isoletta abbandonata e si apre uno scontro fra il perfido Odisseo (Ulisse), che vorrebbe rubare l'arco e l'onesto Neottolemo (figlio di Achille) che vorrebe ottenere l'arco lealmente, facendoselo consegnare in cambio della liberta' di partire per Filottete. Si apre dunque un dibattito fra inganno e onesta', che introduce un tema moderno: il rapporto con la malattia e i malati, la pieta' per chi soffre, l'emarginazione delle diversita' ed altro ancora. Come sempre accade rileggendo i grandi classici, si scoprono assonanze sorprendenti, tesori di saggezza e perfino i sani principi di un dubbio sul fine e sui passaggi dell'esistenza umana. Tutto questo in cento minuti di teatro, durante i quali si sono distinti, oltre a Lo Monaco, Antonio Zanoletti (Odisseo) e Massimo Nicoletti (Neottolemo), in mezzo ad un numeroso coro di allievi della scuola drammatica dell'INDA , l'Istituto nazionale del dramma antico, che ogni anno organizza gli spettacoli. In un clima neopatriottico, come vuole il 150/o dell'Unita' d'Italia, la serata e' stata introdotta dall'Inno nazionale, cantato da un coro di giovanissimi.
