Tecnologia: da sensori cosmici body scanner per la sicurezza

ROMA – I rivelatori che a bordo dei satelliti ''ascoltano'' l'universo rilevando la debolissima eco del Big Bang, ossia la radiazione a microonde di fondo, sono alla base di una nuova generazione di body scanner al servizio della sicurezza. Un esempio e' il sistema ViKy (videocamera per immagini in banda Ka) sviluppato presso l'Istituto di Astrofisica Spaziale di Bologna dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Iasf-Inaf) e del quale e' stato messo a punto un prototipo. Il cuore del sistema, che in futuro potrebbe essere utilizzato ad esempio negli aeroporti, sono strutture simili a piccoli coni identici a quelli che si trovano a bordo del satellite Planck dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nello spazio la loro funzione e' raccogliere la radiazione messa a fuoco dal telescopio e convogliarla nel ricevitore evitando perdite o alterazioni del segnale. Sulla Terra i coni sono alla base del sistema Viky, una speciale videocamera che riesce a individuare oggetti metallici sotto i vestiti, in condizioni di scarsa visibilità e in modo totalmente passivo, ossia senza inviare sul soggetto da esaminare alcun tipo di radiazione. Compatta e facilmente trasportabile, la telecamera puo' essere collegata a un personal computer, permettendo di osservare in tempo reale l'immagine della scena sia alle microonde sia nell'ottico. Grazie ai sensori a infrarossi, e' in grado di funzionare senza problemi anche in condizioni estreme, con nebbia, fumo, polvere e pioggia. Il sistema '' riproduce in tempo reale l'immagine della scena che si sta osservando utilizzando un ricevitore alle onde millimetriche'', spiega il responsabile del progetto, Juri Zuccarelli. Un'indagine pre-brevettuale, ha aggiunto, ha dimostrato che ad oggi non esistono sistemi di visione passivi di questo tipo. Oltre a sostituire i metal detector nei controlli di sicurezza negli aeroporti, la videocamera potrebbe essere integrata ai sistemi radar che assistono gli aerei nelle fasi di decollo e atterraggio e per segnalare l'eventuale presenza di oggetti nella pista.

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