TOKYO 20 MAG Il disastro nucl – TOKYO, 20 MAG – Il disastro nucleare di Fukushima abbatte i conti della Tepco, il gestore dell'impianto, che segna un rosso da 1.250 miliardi di yen (10,6 miliardi di euro) nell' esercizio 2010-11, il piu' pesante mai accusato da una compagnia nipponica non finanziaria, di cui ben 1.000 miliardi di yen (8,5 miliardi di euro) proprio come conseguenza diretta della crisi seguita al sisma/tsunami dell'11 marzo. ''Mi dimetto perche' sono responsabile del crollo di fiducia dell'opinione pubblica nell'energia nucleare e per aver causato tanti problemi e paure alla gente: chiedo scusa a tutti'', ha annunciato il numero uno della utility, Masataka Shimizu, in una tesa conferenza stampa nel quartier generale nel cuore di Tokyo, ormai presidiato dalla polizia come un edificio governativo. Un inchino, l'ennesimo secondo la tradizione nipponica, ma forse il piu' sofferto, visto che ha preceduto ''l'assunzione della responsabilita' gestionale e la volonta' di concludere in modo simbolico l'attivita' alla Tepco''. Shimizu e' stato travolto dalle critiche sui ritardi negli interventi di raffreddamento dei reattori con acqua di mare dopo che la forza dello tsunami ha mandato fuori uso i generatori ausiliari. Il tentativo, secondo le ricostruzioni fatte, sarebbe stato quello di ''salvare gli asset'': dopo si sono aggiunte i dubbi sulle misure d'emergenza prese e l'accusa di essersi sfilato dalla cabina di regia nel pieno della crisi nucleare, nonostante il ricovero in ospedale per stress e ipertensione. Il manager, costretto anche a inginocchiarsi davanti alle telecamere in un centro di evacuati nella prefettura di Fukushima, ha ceduto il testimone all'attuale direttore generale Toshio Nishizawa. ''Sento il peso della grave responsabilita''', ha ammesso il nuovo capo azienda, per il quale sono quattro le sfide principali da risolvere: la messa in sicurezza della centrale, i risarcimenti alle persone che hanno subito danni dal disastro, garantire un approvvigionamento stabile di energia elettrica e attuare misure di riduzione dei costi. Gia' in programma un robusto taglio di personale (i dettagli ''saranno elaborati entro fine anno''), lo smantellamento dei reattori numero 1, 2, 3 e 4 (con la previsione di 207 miliardi di yen di oneri), l'accantonamento del piano di costruzione di altri due reattori nel sito di Fukushima, mentre il destino dei reattori 5 e 6, fermi per manutenzione, e' tutto da definire. La Tepco ha annunciato che dovra' fare cassa vendendo asset non strategici per complessivi 600 o anche piu' miliardi di yen per far fronte ai rimborsi su cui, ha assicurato il capo di gabinetto Yukio Edano, ''il governo fara' le sue valutazioni''. Incedibile, con respiro di sollievo degli ambientalisti, le partecipazioni nell'enorme parco nazionale di Oze, nel nordest del Giappone, famoso per le vaste paludi disseminate su 370 km quadrati. Goshi Hosono, consigliere speciale del primo ministro Naoto Kan, ha indicato che l'oasi naturale non doveva finire in vendita. Sarebbe stato troppo dopo la crisi nucleare piu' grave da Cernobyl.