LORCA (MURCIA) 12 MAG Chi arriva a Lorca ha la – LORCA (MURCIA), 12 MAG – Chi arriva a Lorca ha la sensazione di entrare a Beirut o Gaza, in una citta' appena uscita da un bombardamento a tappeto. All'indomani del micidiale terremoto di mercoledi' sera non rimane praticamente una casa intatta, alcune sono crollate, tutte presentano crepe, nelle strade decine di auto sono schiacciate dai calcinacci. Lorca e' una citta' fantasma. Buona parte dei suoi 92mila abitanti, dopo avere passato la prima notte per strada, a dormire sull'asfalto, sulle panchine, nei parchi o in macchina per paura di nuove scosse, oggi e' fuggita. Nelle case di campagna, da amici o parenti, purche' fuori da Lorca, la citta' maledetta. L'80% delle case e' stato danneggiato, dice il sindaco. Ma i controlli iniziati oggi indicano che solo una su 10 sara' da abbattere. Le altre potranno essere riparate. Pochi oggi hanno voluto tornare a dormire a casa, nonostante il via libera degli architetti del comune, che hanno posto dei cartelli verdi sui palazzi subito abitabili, gialli per quelli 'incerti', rossi o neri su quelli da buttare giu'. Chi e' rimasto si concentra nella piazza del mercato, dove ci sono le tende allestite dalla Croce Rossa e dall'esercito. Negli occhi di chi rimane c'e' ancora il segno della paura e del panico. E vengono alla luce i racconti delle prime drammatiche ore dopo la terribile scossa delle 18.47 di mercoledi', che ha messo in ginocchio la citta', facendo nove morti, fra cui due donne incinte e un bambino, piu' di 200 feriti, 10mila sfollati. Come quello dei due 'miracoli' del quartiere di La Vina, il piu' duramente colpito, uno che si e' verificato, l'altro no. ''E' stato orribile'' racconta Belen, una giovane dal volto disfatto dalla stanchezza: ''Ho visto la mia vicina aprire la porta di casa, aveva il figlio di 3 anni accanto. C'e' stata la scossa, fortissima, la casa e' crollata. Lei e' uscita dalla nube di polvere, il volto in sangue, urlava. Cercava il piccolo. Si e' buttata a frugare fra le macerie. Abbiamo sperato nel miracolo. Che non c'e' stato. Il bimbo era morto''. La Vina ha pagato il contributo piu' pesante, sette morti, quasi tutti uccisi dal crollo di pezzi di case, balconi, cornicioni, tetti. A due strade da quella di Belen il miracolo nella tragedia c'e' stato. Una donna a terra. Morta. Aveva 37 anni. Le e' crollata addosso la facciata di una casa. ''Stava andando con i due bambini verso il parco, per mettersi in salvo dopo la prima scossa, quella piu' debole'' racconta un vicino. Lui per primo si era buttato sul mucchio di mattoni e gesso accanto al cadavere ma, dice, pensava che anche i due piccoli fossero morti. I pompieri lo hanno aiutato. E i due bambini sono usciti dalle macerie, feriti ma vivi. Pero' orfani. Domani ci saranno i funerali delle vittime. Con i principi delle Asturie e il premier Zapatero. Intanto i soccorritori frugano ancora sotto le macerie. Ci potrebbero essere ancora due dispersi. Il silenzio delle strade di Lorca-Beirut e' rotto solo dalle sirene e dall'abbaiare dei cani cerca-persone. ''Venite a Lorca, citta' d'arte'' invitano i cartelli sull'autostrada Madrid-Murcia. E l'arte e' la seconda vittima del terremoto. Chiese romaniche, palazzi barocchi sono stati sfigurati dalla scossa. Il castello sulla collina ha visto crollare una torre. E' caduto il campanile del monastero di San Diego. E la cattedrale di San Francisco e' pericolante, la sua splendida croce a giglio, quasi completamente scollata dal tetto pende in bilico, sul vuoto. Un po' come si sentono oggi gli abitanti di Lorca.