Roma – "Mio fratello è stato condannato a morte perché era un servitore dello Stato". E' la testimonianza di Carmelina Di Roma, sorella di Ciriaco agente della polizia di stato ucciso durante un agguato terroristico il 21 ottobre del 1981 ad Acilia con il capitano Francesco Sciaullo. Carmelina è una delle voci che oggi, Giornata mondiale in ricordo delle vittime del terrorismo, in Quirinale ha portato il suo dolore alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. "Qualcuno – continua la donna – ha deciso di porre fine alla loro vita, negandogli la possibilità di realizzare i sogni come sposarsi e avere dei figli". Carmelina si rivolge a Napolitano chiedendogli "può una madre sopravvivere ai propri figli? Si può mai vivere con il cuore a brandelli?". La sorella di Ciriaco racconta di aver sostenuto la madre ogni giorno "cercando di alleviare quel dolore anche quando il cuore piangeva, fino al suo ultimo respiro. Poi l'ho affidato a lui".