Thyssen, sopravvissuto: "Applausi sono un colpo al cuore"

ROMA – ''Quando l'ho saputo ho avuto un tuffo al cuore''. Cosi', Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto dell'incendio alla Thyssen commenta gli applausi indirizzati all'amministratore delegato dell'azienda Espenhahn, in occasione dell'assemblea della Confindustria a Bergamo. ''Mi sono venuti in mente altri applausi – aggiunge – . Quelli del giorno dei funerali, quando le bare uscivano sul sagrato del Duomo di Torino e la gente che chiamava eroi i miei compagni. E poi gli applausi della sera della sentenza''. Quelli provenienti dall'assise degli industriali, invece, a Boccuzzi sono sembrati ''un fischio alla giustizia, all'idea che chi lavora debba essere rispettato perche' e' una persona''. L'ex dipendente della Thyssen, oggi deputato, rileva due paradossi: ''se Espenhahn fosse stato condannato per omicidio colposo (e non volontario, ndr) non sarebbe stato applaudito'' e poi c'e' il paradosso della Confindustria ''associazione che espelle chi paga il pizzo e si mette ad applaudire chi e' stato riconosciuto responsabile di una tragedia cosi' grande''. ''Per me lui e' solo la punta dell'iceberg – conclude -. E gli applausi sono il sintomo di un modo di pensare, non un episodio isolato''. .

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