ROMA – ''Il problema e' sapere quale sara' la giurisprudenza in tema di sicurezza sul lavoro. Noi restiamo in Italia ma dopo la situazione che si e' venuta a creare con il verdetto di Torino sara' difficilissimo lavorare da voi''. Lo afferma il presidente della Thyssen in Italia, Klaus Schmitz, in una testimonianza raccolta dal Corriere della Sera. ''Ci aspettiamo una riflessione su queste condanne – aggiunge – ma per ora non vogliamo rimanere coinvolti nel dibattito''. ''Siamo regolarmente associati a Confindustria – afferma ancora il dirigente tedesco – e abbiamo bisogno di avere garanzie per il nostro futuro. Confindustria ci deve rappresentare, deve reagire a questa sentenza. Dall'associazione degli industriali italiani ci aspettiamo tutela e passi ufficiali''. ''Se la situazione generale continuera' a essere segnata dalla forte emotivita' che ha caratterizzato il processo di Torino – spiega inoltre Schmitz -, e' chiaro che il problema rimane e ci obbliga a interrogarci sul nostro futuro''. ''Purtroppo in Italia – continua il dirigente tedesco – ci sono state tante tragedie sul lavoro. Ma questa sorte giudiziaria e' toccata solo a noi. Il punto cruciale e' questo: non vorremmo diventare un pretesto, noi come azienda e Espenhahn (l'amministratore delegato condannato, ndr), come persona''. ''Con un verdetto di questo tipo – aggiunge – alcune persone pensano di poter cambiare l'attitudine di questo Paese in tema di sicurezza''..