Tonga/ Traghetto affondato, i morti potrebbero essere 87

Continua ad assumere proporzioni ancora peggiori il bilancio dell’affondamento di un traghetto avvenuto nella notte di giovedì in pieno oceano circa 53 miglia nautiche al largo di Nuku’alofa, capitale delle Tonga, nel Pacifico centrale.

Ulteriori revisioni della lista dei passeggeri hanno infatti permesso alle autorità di stabilire che a bordo c’erano come minimo 141 persone, ormai tutte identificate, contro una stima iniziale di 79: i superstiti tratti finora in salvo ammontano a 54, mentre gli unici cadaveri al momento recuperati sono due, tra cui quello di un cittadino britannico.

Mancano dunque tuttora all’appello 87 naufraghi, compresi decine tra donne e bambini e anche diversi stranieri: vi sono infatti dispersi di nazionalità tedesca, francese e giapponese, oltre che del Regno Unito.

Con il passare del tempo, tuttavia, le possibilità di riuscire a trovare ancora qualcuno in vita appaiono ormai meramente teoriche. Il mare delle Tonga, freddo e profondo, per di più è infestato dagli squali. Alle ricerche si sono comunque unite squadre di sommozzatori inviate dalle Marine Militari di Australia e Nuova Zelanda, cui spetterà il compito di effettuare gli estremi tentativi di fare luce sulla sorte di passeggeri e membri dell’equipaggio.

L’imbarcazione, la ‘Pacific Princess Ashika’ in servizio per 34 anni nelle Figi, era giunta nel non lontano arcipelago solo pochi mesi fa per rimpiazzarne un’altra ancor più vetusta. Ancora ignote le cause della sciagura, ma sembra che il carico nelle stive fosse eccessivo, e comprendesse anche alcuni veicoli pesanti: le forti ondate dovute al mare mosso ne avrebbero provocato il brusco spostamento, a sua volta all’origine del ribaltamento del battello che e’ poi colato a picco.

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