Torino – Demasi è stato fermato dalla polizia mentre si trovava in macchina in corso Emilia a Torino con il cugino Rocco Demasi. Con sé aveva mille euro in contanti. Gli inquirenti stanno cercando di capire dove si trova l'abitazione in cui si nascondeva, probabilmente da alcuni sui parenti. Il boss non aveva nessun documento o riferimento riconducibile al 'covo' dove è probabile che si trovasse dall'estate scorsa (era latitante da luglio). Demasi, membro della cosiddetta 'provincia' (un dipartimento, secondo il gergo dell'associazione, ndr) della 'ndrangheta reggina, ai vertici del nucleo locale di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), era stato colpito dal provvedimento di custodia cautelare nel luglio 2010 perché ritenuto responsabile del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso. In sostanza, è uno dei più potenti boss della 'ndrangheta, sia in territorio nazionale che estero. L'organizzazione di cui fa parte è costituita da decine di 'locali', articolate in tre 'mandamenti' e con un organo di vertice chiamato 'Provincia'. Tra i delitti contestati all'associazione, traffico di armi, esplosivi e munizioni, reati contro il patrimonio, la vita e l'incolumità individuale, omicidi, commercio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usura, furti, esercizio abusivo di attività finanziaria, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, corruzione, favoreggiamento latitanti, corruzione e coercizione elettorale, intestazione fittizia di beni, ricettazione. Con Demasi sono co indagati Giuseppe Comisso, tra cui Giuseppe Pelle, Giovanni Ficara, Rocco Morabito, Antonino Latella, Antonino e Francesco Pesce, Carmelo Iamonte, Antonio Ursino.