TORINO 18 APR Una pioggia – TORINO, 18 APR – Una pioggia di ricorsi si abbatte sulla commissione elettorale di Torino, una tempesta che nel pomeriggio ha fatto rinviare a data da destinarsi il sorteggio per assegnare le posizioni nella scheda per il voto del 15 e 16 maggio e che ha acceso la miccia delle polemiche tra gli schieramenti dei partiti. La querelle ruota attorno alle 48 ore di tempo che la Commissione ha concesso a Pdl e Lega Nord per presentare la cosiddetta 'dichiarazione antimafia'. Una ''proroga'' che ha fatto insorgere centrosinistra e Terzo Polo, creando un caos di ricorsi. Udc-Fli e Pd hanno presentato un'istanza alla commissione elettorale e parlano di un ''fatto gravissimo'', chiedendo di conoscere ''il documento autorizzativo sulla cui base e' stata operata la dilazione'' temporale. Aldo Di Biagio, coordinatore regionale del Fli, si e' rivolto, con un'interrogazione parlamentare, al ministro dell' Interno, Roberto Maroni. Il vicepresidente del Fli, Italo Bocchino, chiede un ''intervento non compiacente ma chiarificatore'' dello stesso ministro. Anche il Pd torinese ricorre alla commissione elettorale e lo stesso fa l'Idv ma in questo caso non contro la proroga, ma per chiedere l'ammissione della propria lista in una circoscrizione, esclusa per una firma mancante. La commissione elettorale di Torino esaminera' le istanze ma intanto la Prefettura precisa che non si e' trattato di una ''proroga'', ma della ''richiesta di un'integrazione, un iter previsto dalla normativa, non trattandosi di un vizio insanabile''. Ad autorizzare Pdl e Lega sono state – spiega sempre la Prefettura – le sottocommissioni elettorali di Torino. Di avviso opposto Udc e Fli che parlano di ''un gravissimo caso di tentativo di 'adattamento alle regole' del potere berlusconiano''. ''Fatto molto grave'' anche per Paola Bragantini, segretaria provinciale del Pd, ''anche perche' commesso da due grossi partiti, non da una listarella improvvisata''. Elena Maccanti, segretaria cittadina della Lega Nord, respinge le accuse. ''C'e' stato il pieno rispetto delle regole – dice – altrimenti, la commissione elettorale avrebbe deciso diversamente. Queste strumentalizzazioni – afferma – squalificano chi le fa perche' e' evidente a tutti che si tratta di una questione formale''. Enzo Ghigo, coordinatore regionale del Pdl, smorza i toni: ''la commissione elettorale ha agito con criterio dandoci la possibilita' di sopperire a una mancanza formale che comunque sarebbe stata oggetto di discussione''. Per Agostino Ghiglia, vicecoordinatore piemontese del Pdl, la decisione della commissione elettorale ''e' rispondente alla legge del favor partecipationis''. E accusa il Fli: ''Si misuri sui numeri anziche' tentare di rubare la scena. Gli elettori decidono e riteniamo che le urla di chi preferisce bucare il pallone piuttosto che giocare la partita siano assolutamente fuori luogo''. Per Pdl e Lega, pero', in clima di polemica rovente che sembra anticipare ricorsi e impugnazioni, e' stata una corsa contro il tempo per presentare la documentazione antimafia di tutti i candidati nelle 10 circoscrizioni del capoluogo piemontese, oltre 500. .
