Dalla Romania, dove venne scoperto e lanciato, a Palm Springs: il più famoso antiage in pillole e crema degli anni Settanta, il Gerovital, che gli italiani compravano in un clima di clandestinità in Svizzera, torna in versione liquida. Questa volta si chiama Anti-Ageing Water ed è un’azienda californiana a gestirne il business valutato in 800 milioni di dollari.
Nulla infatti appare più seducente e convincente di un liquido perfettamente trasparente, insapore e inodore, ammantato di un’aura naturale con tinte che hanno del miracoloso. Il principio attivo contenuto si ispira a quello del mitico Gerovital: in quel caso era la novocaina, anestetico usato localmente. Dopo l’ingestione la novocaina veniva spezzata dagli enzimi presenti nello stomaco e trasformata in dimetilaminoetanolo o DMAE, una sostanza normalmente presente nel cervello e che, negli anni successivi, si è scoperto essere un potente antiossidante e un supporto all’attività cellulare, che rende la pelle più compatta e idratata. Anti-Ageing Water non contiene novocaina ma DMAE: completamente priva di coloranti o zuccheri.
Ma non si tratta dell’unico beauty drink in auge: Crystal Light Skin Essential, per esempio, oltre a essere uno dei più ricercati dalle star (sembra che Kate Walsh ne sia una grande fan) è un prodotto in polvere ad alta densità di vitamine e minerali che va aggiunto alla propria acqua preferita e, secondo il dermatologo newyorkese Steven Victor, questo metodo è l’unico veramente efficace per assorbire al 100 per cento i vari oligominerali. L’acqua peraltro sta diventando un’ossessione allargata. Basti pensare alle celebrazioni da parte di personalità, che non smettono di esprimere la loro meraviglia nei confronti di un elemento così essenziale per la vita. A Venezia, fino al 22 novembre presso la Ca’ d’Oro, è possibile visitare la mostra L’Anima dell’Acqua – Contemporary Art, un percorso nell’arte contemporanea con le inedite installazioni dell’artista veneziano Fabrizio Plessi e i video di Bill Viola, per i quali l’acqua è una metafora di purificazione, vita, morte e rinascita. A Milano il cortile di Palazzo Reale ospita sino alla fine di questo mese di settembre Il Ciclo del Tempo di Alessandro Papetti: tre enormi cerchi dal diametro di otto metri ciascuno in cui lo spettatore “entra” nel dipinto. Uno di questi è dedicato all’acqua, con una scena notturna in cui figure evanescenti emergono da un mare tenebroso, e l’acqua diventa un mezzo di estraniamento, un’esperienza onirica per chi osserva ed è osservato.
