Massima libertà nel scegliere i capi di abbigliamento, ma se si lavora in uffici pubblici meglio evitare minigonne, tacchi vertiginosi, calze a rete, scollature così profonde da lasciar poco spazio all’immaginazione. Preferibile anche usare colori tenui, magari pastello.
È il Comune di Tradate, in provincia di Varese, a stilare un singolare decalogo del “decoro” rivolto ai suoi circa 70 dipendenti. Agli uomini si raccomanda di preferire «maglie e camicie di sobrio colore, senza stravaganti fantasie che possano dare adito a criticità di natura comportamentale».
Alle donne, invece, «abbigliamento serio evitando abiti molto scollati e gonne esageratamente corte». La direttiva è contenuta in un documento appeso accanto alle macchinette per il caffè e bibite e fa riferimento a una circolare firmata dalla segretaria comunale Carmela Pinto e dall’assessore Filippo Renna.
Il provvedimento sta già surriscaldando il dibattito tra i corridoi pur giungendo proprio nel periodo più meteorologicamente caldo dell’anno. Per ora non sono previsti provvedimenti disciplinari a carico dei trasgressori, anche se il nuovo decalogo per qualcuno «ha il sapore di proibizionismo e di una diminuzione della libertà individuale». Non è la prima volta che il Comune di Tradate adotta provvedimenti del genere: nel 2007 tramite lettera ufficiale invitava «tutti i dipendenti a un corretto e dignitoso abbigliamento».
