TRENTO 10 MAG E' andato a pr – TRENTO, 10 MAG – E' andato a prendersela in Kosovo a fine gennaio, per un matrimonio combinato tra le famiglie. A Trento poi l'ha segregata in casa, picchiata, violentata e minacciata per due mesi. Ne e' accusato Elvis Asani, 24 anni, di Pristina, residente a Trento, arrestato dalla Squadra mobile della polizia su ordine di custodia cautelare in carcere. Vittima e' una ragazza di 17 anni, sua connazionale, portata in Italia tra fine gennaio e inizio febbraio, mai vista prima di quell'unione decisa a tavolino, che pero' non era ancora avvenuta. Agli agenti la ragazza ha raccontato di essere stata trattata come una Cenerentola moderna: costretta a lavare e pulire per il futuro sposo, i genitori, le sorelle e i fratelli di lui, in un modesto monolocale in citta', in cui vivevano tutti. Proprio a questi parenti a cui era obbligata a fare da serva, secondo il racconto della ragazzina, Asani aveva affidato talvolta la sua segregazione: non poteva uscire dalle quattro mura se non in loro compagnia. Per il resto veniva chiusa dentro a chiave, notte compresa. La fuga pero' l'aveva tentata gia' un mese dopo l'arrivo a Trento, ma l'avevano trovata e riportata a casa. A scappare davvero e' riuscita a fine marzo, una volta scoperto dove venivano nascoste le chiavi di casa. Cosi' all'alba e' sgattaiolata via con poche cose. Giunta in ospedale a Trento, e' stata curata e sono iniziati gli accertamenti della polizia, poi le indagini della Squadra mobile. Prima di allora era gia' andata per farsi medicare li' qualche volta, ma mentendo sulle cause di ferite e lividi, senza dunque sporgere denuncia. Impaurita, senza conoscere l'italiano, con lividi su tutto il corpo, quest'ultima volta e' riuscita a spiegare cio' che le era accaduto e le e' stato trovato rifugio in una casa-famiglia, con sedute psichiatriche per cercare di alleviarle i traumi. La sua richiesta ora e' di tornare in Kosovo, dai propri parenti, che ha contattato e che la polizia riferisce pronti ad accoglierla. Minacce di ritorsioni proprio verso la sua famiglia ha raccontato che le erano state fatte da Asani, se avesse provato a scappare. La sua scomparsa non e' intanto passata indifferente al giovane e ai parenti in quei giorni di fine marzo, tanto che la Mobile, impegnata negli accertamenti del caso, li aveva scoperti in evidenti tentativi di ritrovarla, persino andando in Questura. In Italia fino dagli anni Novanta, la famiglia di lui vive stabilmente a Trento, ma il giovane non risulta avere occupazioni regolari. Gia' noto alle forze dell'ordine, di fronte agli agenti che ieri l'hanno raggiunto per l'arresto ha negato ogni responsabilita'. La vicenda e' stata resa nota in una conferenza stampa in Questura dal capo della Mobile di Trento, Roberto Giacomelli.
