Ad un cittadino non arrivano per un anno e mezzo le bollette dell’Enel, lui continua a segnalarlo, ma niente. O meglio, dopo alcuni mesi riceve due bollettini con l’indicazione una volta di 10 euro e una volta di 50.
Finché il cittadino, che ha paura perché la corrente che consuma è per il suo albergo nella zona di Ponte di Piave, si rivolge ad un avvocato, Stefano Pietrobon, e gli dà l’incarico di riuscire a pagare questa benedetta corrente elettrica.
Poi un giorno arriva la bolletta: 28mila euro. Con l’intimidazione che, se non paga entro 5 giorni, la corrente verrà staccata.
L’avvocato va dal giudice, che intima all’Enel di «sospendere la sospensione» per una settimana. Adesso pare che ieri sia stata ottenuta la proroga. Pare.