TUNISI 21 APR E' il primo esponent – TUNISI, 21 APR – E' il primo esponente del clan Ben Ali a comparire, ufficialmente in veste di imputato, in un processo e la Tunisia intera ha atteso, spasmodicamente, di vedere come si sarebbe mostrato davanti a fotografi e cameraman. E Imed Trabelsi, cognato dell'ex presidente, non ha voluto nemmeno per un istante mostrarsi diverso da come appariva in pubblico fino a pochI mesi fa, quando la sua potente famiglia dettava legge, ma soprattutto dispensava soprusi e illegalita' nell'intero Paese. Imed Trabelsi, accusato di consumo e traffico di sostanze stupefacenti,ha fatto il suo ingresso in un'aula gremita all'inverosimile (avvocati, giornalisti, ma anche tantissima gente comune), in un impeccabile abito scuro con cravatta in tinta e con un largo sorriso. Sarebbe potuto sembrare un avvocato, se non fosse per il cordone di agenti di polizia, ma soprattutto di soldati dell'Esercito che, quando si e' trattato di condurlo in aula non hanno avuto granche' riguardo per lui e uno dei militari che indossava un mefisto (un passamontagna in uso alle truppe d'elite) gli ha fatto chinare, a forza, la testa. L'udienza – che era quella preliminare – si e' chiusa nel volgere di poco tempo, perche' il presidente del tribunale ne ha disposto il rinvio al 7 maggio, giorno in cui ci saranno le arringhe dell'agguerrita batteria degli avvocati di difesa. L'aula in cui si celebrava il processo, come era scontato, si e' trasformata in una incandescente agora' in cui gli spettatori – tutti contro l'imputato – hanno urlato la loro rabbia nei confronti di uno dei simboli dell'odiato potere spregiudicato e rapace che il clan dell'ex presidente ha usato per depredare il Paese. Tante urla, ma soprattutto troppa gente, che hanno costretto i giudici a disporre il trasferimento dell'udienza in un'aula piu' capiente. La cosa piu' stridente, rispetto al cliche' che Imed Trabelsi ha incarnato negli anni del potere, e' che per questa udienza preliminare, lui – l'uomo ricchissimo, degli abiti griffati, delle ville, delle automobili di lusso – e' comparso davanti al tribunale insieme ad altri quattro detenuti comuni, che forse per la prima volta sono stati ad un passo da un uomo come lui. Che, codice penale tunisino alla mano, rischia parecchio. Perche' per la prima delle accuse, quella di consumo di sostanze stupefacenti, rischia da uno a cinque anni di reclusione. Ma lui ha detto di avere chiuso con la droga dal 2001, contestando l'esito positivo del test cui e' stato sottoposto. Ma, se dovesse essere giudicato colpevole di traffico di droga le pene prevista vanno da un minimo di sei anni all'ergastolo. (ANSAmed).