Turchia. Erdogan attacca i curdi: 'Terroristi'

ANKARA – Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha attaccato una formazione curda che, minacciando un boicottaggio delle elezioni parlamentari, ha evocato la possibilita' di attentati peggiori di quello di mercoledi' scorso contro la scorta di un convoglio di esponenti del partito di governo Akp. Riferendosi al panorama politico turco, il premier ha detto che ''non lo lasceremo in mano a terroristi o bande'' dato che ''la nostra patria non e' senza padrone. Se ne accorgeranno bene''. Le parole di Erdogan, riferisce il sito del quotidiano Hurriyet, sono una reazione a dichiarazioni rese a margine di una riunione di una piattaforma di vari partiti curdi (il Congresso della societa' democratica o Dtk) che minaccia di boicottare le elezioni del 12 giugno e prevede che ''ci aspettano giorni molto brutti''. Il riferimento, implicito, e' ad un peggioramento della gia' tesa situazione creata in Turchia dall'autonomismo curdo nelle ultime settimane quando si sono registrati scontri tra forze di sicurezza e guerriglieri curdi (che hanno avuto 14 morti in due episodi). Vi sono state poi violente manifestazioni di piazza in occasione di funerali di miliziani uccisi e di controversie sull'ammissibilita' di candidati curdi alle elezioni. Dalla sua cella, inoltre, l'ex leader curdo Abdullah Ocalan minaccia una vera ''guerra'' qualora non si intavolino trattive sull'autonomia curda subito dopo le elezioni. L'episodio piu' eclatante e' stato pero' l'attacco portato mercoledi' scorso al convoglio elettorale di Erdogan nel nord della Turchia e rivendicato ieri dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), il movimento armato attivo nel sudest del paese che combatte per l'indipendenza, o quantomeno l'autonomia, dell'etnia di lingua curda: uccidendo un poliziotto e ferendone un altro, un commando ha colpito un'auto di scorta a bus carichi di esponenti del partito di Erdogan che avevano appena assistito ad un comizio del premier.

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