BERGAMO – Ubi Banca approva l'aumento di capitale da un miliardo necessario a mettersi in regola con Basilea 3 e si prepara ad alzare il velo sul piano industriale che definira' obiettivi e strategie della banca nei prossimi cinque anni. Lunedi' 16 maggio, dopo l'approvazione da parte dei consigli, il piano sara' presentato al mercato, ha annunciato il consigliere delegato Victor Massiah nel corso dell'assemblea che ha dato l'ok alla ricapitalizzazione e al bilancio. Il banchiere non e' sceso nei dettagli ma ha detto di voler ridare impulso alla redditivita', dopo che il 2010 si e' chiuso con un utile in calo a 172 milioni e un dividendo dimezzato a 0,15 euro. ''Non si puo' chiedere capitale e non remunerarlo – ha spiegato – I lavori che stiamo svolgendo sono tesi ad individuare tutte le forme possibili per remunerare il capitale in forma adeguata nel piu' breve tempo possibile''. Secondo Massiah la banca deve garantire un rendimento del patrimonio tangibile (cioe' al netto delle poste immateriali come gli avviamenti) ''in un ordine di grandezza dell'8,5-9%'' all'anno, rispetto all'attuale 2% del sistema bancario. Con un capitale di 6,3 miliardi (a valle dell'aumento), una remunerazione di questo tipo si tradurrebbe in un utile di 500-600 milioni. Il piano con cui Ubi intende portare ''al massimo della profittabilita''' la banca sara' ''a perimetro costante'' e senza ''operazioni straordinarie''. Non e' da escludere che, per tagliare i costi, venga proposta una riduzione degli organici, come gia' fatto da Intesa Sanpaolo e Mps. L'incontro con i sindacati, che Massiah voleva gia' il 16 maggio, verra' pero' rimandato a giugno a causa della rottura tra bancari e Abi sul rinnovo del contratto. Nessuna indicazione sulla tempistica dell'aumento di capitale anche se l'obiettivo e' di chiuderlo ''al piu' presto'', probabilmente prima dell'estate, anche se molto dipendera' dalle condizioni dei mercati. Sul fronte dei conti qualche segnale incoraggiante e' gia' atteso nella trimestrale, con un utile che dovrebbe presentarsi ''in significativo incremento'' sull'anno precedente: ''probabilmente – ha infatti detto il presidente del consiglio di gestione, Emilio Zanetti – i risultati del 2010 rappresentano il minimo del ciclo di crisi''. Infine Ubi si tiene le mani libere sulla quota dell'1,2% in Intesa Sanpaolo. Massiah ha definito ''non improbabile'' una riduzione della partecipazione, in carico a 2,04 euro ad azione, nel momento in cui i mercati consentiranno di farlo ''in maniera economica ragionevole''. Anche se questo non preclude la sottoscrizione dell'aumento di capitale di Intesa qualora ''le condizioni fossero estremamente favorevoli''.