ROMA – Minacce di morte, cacce all'uomo, aggressioni e assalti ai giocatori. Scene di ordinaria follia o guerriglia cittadina, ormai sempre piu' di moda sulla pericolosa passerella del calcio italiano, preso d'assalto da frange violente del tifo capaci di stringere d'assedio la societa' di turno. ''Il calcio italiano e' ostaggio degli ultra''', disse qualche tempo fa il ct dell'Inghilterra Fabio Capello. E il suo grido resto' inascoltato. L'ultimo episodio della lunga galleria degli orrori e' l'agguato di stanotte al pullman Samp, rea di ritrovarsi a fare i conti con i fantasmi della Serie B. Spettri tramutatisi la scorsa notte in uomini in carne e ossa, nei panni di presunti supporter blucerchiati a volto coperto, liberi di colpire con pietre e bastoni il pullman della squadra doriana di ritorno da San Siro dopo il pesante ko 3-0 subito dal Milan. A ottobre scroso, era stata proprio Genova – prima della notte di follia di Italia-Serbia – ad essere protagonista di un agguato simile, con gli hooligan serbi. r da teatro ad uno spettacolo da dimenticare. Oggetto del tentativo d'aggressione fu il portiere della nazionale serba Vladimir Stojkovic. Azione orchestrata da una settantina di ultra' serbi, che salirono sul bus e minacciarono il portiere accusato di un trasferimento indebito dalla Stella Rossa al Partizan. All'arrivo a Marassi, Stojkovic si rifugio' nello spogliatio degli azzurri impaurito. E dello scorso febbraio l'assalto con bombe carta al campo d'allenamento della Roma a Trigoria con l'era Ranieri agli sgoccioli o il tiro al bersaglio a suon di pietre al pullman della Lazio in occasione del derby di Coppa Italia con il ferimento di un dirigente del club biancoceleste. Andando di molto indietro nel tempo da ricordare la molotov lanciata contro il pullman dell'Inter a San Siro nel dicembre del 2000 in occasione della partita di Coppa Italia contro il Parma: solo danni al mezzo e per fortuna nessuno per i giocatori nerazzurri. Gli ultra' dell'Inter, prima dell'era delle vittorie senza fine, sono stati spesso al centro di episodi violenti: ad aprile 2006 la squadra fu accolta a Malpensa da tifosi a volto coperto che colpirono alla testa Zanetti, ed era dopo una vittoria ad Ascoli. Momenti di paura anche per i giocatori del Torino, a giugno 2010, quando nel ritiro di Brescia irruppero 200 ultra' lombardi, alla vigilia della sfida play off. Due mesi prima, erano stati gli ultra' del Livorno a interrompere l'allenamento del Livorno, contestando duramente Tavano e Cosmi. Ma la violenza non e' cosa di oggi, e neanche roba solo per uomini: nel lontano marzo 1985 a spuntar fuori fu addirittura una pistola. Un colpo di rivoltella venne sparato contro il pullman della squadra femminile del Milan parcheggiato davanti all'hotel della squadra. Nel marzo 1994 furono i 'Drughi' juventini a fare irruzione nel cortile del Comunale di Torino e, al grido di 'Andate a lavorare', volarono insulti, minacce, uova marce e qualche schiaffone verso la Juve del Trap e Baggio, in particolare verso Fortunato e Torricelli. Nel '95 Bierhoff, allora centravanti dell'Ascoli, si prese uno schiaffo all'uscita di casa dopo una sconfitta con la Salernitana. Perche' la violenza ultra' non ha latitudine ne' serie di appartenenza. .
