di Luca
Vorrei fare una considerazione sul fatto che riteniamo l’Italia una delle prime dieci potenze economiche mondiali. Credo che sia una grossa balla. Se si leggono i bilanci della Ragioneria dello Stato noteremo tutti che le entrate e le spese sono solo cosiddette partite di giro. Se lo Stato prevede aumenti ai lavoratori, ha gia calcolato il salto di scaglione per recuperare la percentuale di aumento. Oppure si lascia che il prezzo del carburante salga per assorbire maggiore accisa. Oppure si introducono nuove forme di gioco per prosciugare le finanze dei disperati poveri italiani. Ecco perché Tremonti ci dice che dobbiamo attenerci all’inflazione prevista dalla Bce. Ecco perché gli stipendi non crescono. L’Italia è come la Parmalat: apparentemente solida, ma sui suoi debiti. Se si potesse chiedere il rientro dai debiti, il nostro amato Paese fallirebbe il giorno dopo. Per definire una potenza economica bisogna vedere l’avanzo primario e gli investimenti. Noi abbiamo quasi sempre disavanzo e investimenti in cattedrali nel deserto oppure opere lontane dal terminarsi. Ma quale superpotenza crediamo di essere? Io, fossi nei panni dei nostri politici, comincerei a rimboccarmi le maniche per creare sviluppo, come ha fatto la Spagna. Senza impelagarmi nei problemi di questo o quel politico o faccendiere.