MILANO – Unicredit apre il 2011 con un balzo dell'utile che, nel primo trimestre, cresce del 55% a 810 milioni. Un risultato superiore alle attese degli analisti, che prevedevano 614 milioni di euro e che si e' attestato al ''livello maggiore dal secondo trimestre 2008 grazie principalmente al buon andamento dei ricavi e ad una forte flessione degli accantonamenti su crediti''. A spingere i conti della banca e' stata infatti anche la riduzione delle perdite su crediti: le rettifiche nette sono scese a 1.504 milioni (-14,1% rispetto al quarto trimestre 2010 e -16,0% anno su anno). E i buoni conti dei primi tre mesi dell'anno spingono l'a.d del gruppo, Federico Ghizzoni a sottolineare, in conferenza stampa, che pur se ''e' difficile dire se ripeteremo il primo trimestre, prevedo il secondo trimestre e i prossimi abbastanza positivi''. La prima trimestrale dell'anno segna poi un ulteriore rafforzamento del patrimonio. Il Core Tier 1 ratio ha raggiunto, infatti, a marzo quota 9,06% (in crescita di 49 punti base rispetto al 8,58% di dicembre). E questo, spiega Ghizzoni, ''e' abbastanza significativo perche' 50 punti base corrispondono a 2,5 miliardi di capitale, e' come se avessimo fatto un aumento di capitale di queste dimensioni''. Sempre in tema di capitale e in relazione ad una eventuale iniezione di liquidita' per rispondere alle nuove regole di Basilea3 e, soprattutto, alla possibilita' che la banca sia inserita nella lista delle Sifi (le banche sistemiche) l'a.d del gruppo e' netto: ''aspetto e valuto. Il mondo cambia, per ora non c'e' necessita', vediamo le nuove norme''. In tal senso Ghizzoni torna a ribadire che l'istituto guarda al G20 di novembre quando ci saranno informazioni piu' precise. A quel punto ''saremo in grado di prendere una decisione definitiva'', ha detto anche se prima di di quella data, ''verranno date informazioni riservate alle banche'', precisa. Probabilmente gia' nel corso dell'estate. Quanto all'appetibilita' del titolo e all'ingresso di nuovi soci nell'istituto l'a.d di Piazza Cordusio sottolinea che ''il nostro obiettivo e' generare e aumentare il valore del titolo e se ci sono investitori sono solo benvenuti''. Ma Ghizzoni parla anche di Mediobanca e rileva che ''non cerchiamo contrapposizioni con nessuno, anzi penso che come Unicredit e' importante avere un ruolo di stabilizzatore'' E poi aggiunge: ''abbiamo la nostra partecipazione'' ed ''e' sempre strategica''. Il banchiere annuncia poi che sui cashes, i bond convertibili dati in usufrutto a Mediobanca, e' in atto ''una negoziazione al fine di ridisegnare lo strumento per renderlo in linea con nuovi criteri di Basilea 3'' e che ''a fine mese dovra' essere fatto un Cda per formalizzare il tutto''.
