NEW YORK – La 'marcia delle puttane' non si ferma piu'. Era partita da Toronto in reazione al commento di un poliziotto della citta' canadese che esortava le donne a non vestirsi in maniera provocante (''come puttane'' -sluts- aveva detto, letteralmente) per evitare di essere stuprate, adesso e' un vero e proprio movimento di gente comune che, varcata la frontiera a sud, percorre il nordamerica con numerose manifestazioni per protestare contro l'approccio che criminalizza le donne vittime di abusi e violenze. L'ultima in ordine di tempo e' stata organizzata a Boston dove ieri hanno sfilato donne e uomini, vestiti in modo ammiccante o con magliette con la scritta 'Le prostitute pagano le tasse'. E il prossimo appuntamento e' fissato per il 19 giugno a Seattle, iniziativa alla quale hanno gia' aderito 2.000 persone. Ma la 'battaglia' e' quotidiana e corre, ancora una volta, in rete dove il 'movimento' e' attivissimo a partire dal sito web 'Slutwalk' creato proprio per sensibilizzare sull'argomento. Le marce infatti si concludono sempre con seminari e consulenze mirate proprio a non criminalizzare le vittime di violenze. E sebbene l'episodio scatenante, sembra a questo punto passato in secondo piano, ha creato l'occasione, e l'indignazione necessaria, per prendere di petto il tema. Il poliziotto canadese, Michael Sanguinetti, aveva rivolto l'infelice 'raccomandazione' alle studentesse dell'universita' di York (a Toronto) in un incontro su prevenzione e sicurezza lo scorso gennaio. ''Mi sa che qui si sta menando in can per l'aia. – aveva esordito – Mi e' stato detto di non dirlo, ma io lo faro' lo stesso: le donne dovrebbero evitare di vestirsi come puttane per non diventare vittime''. Inevitabili le immediate reazioni. E a poco sono servite le scuse del poliziotto e il richiamo da parte del capo della Polizia di Toronto: le sue parole sono rimbalzate su Facebook e Twitter, ispirando in marzo una marcia a Toronto e altre nella capitale canadase Ottawa ma anche negli Stati Uniti, a Dallas ed Asheville (North Carolina). A giugno sara' la volta di Seattle, ma poi si pensa anche a Chicago, Filadelfia, Reno e Austin.
