Washington (Usa) – I bambini messicani che oltrepassano illegalmente il confine con gli Stati Uniti diventano facili prede per i cartelli della droga e altri gruppi criminali, perché una legge approvata dalle autorità americane nel 2008 per proteggerli non viene applicata in maniera corretta. È quanto risulta da un nuovo rapporto pubblicato oggi da avvocati americani e messicani. La legge, Trafficking victims protection and reauthorization act, stabilisce che i bambini messicani arrivati negli Usa clandestinamente possono essere rimpatriati solo se viene accertato che non sono vittime di traffico degli esseri umani e se non hanno i requisiti per chiedere asilo. Ma secondo il rapporto, preparato da Appleseed e Appleseed Mexico, organizzazioni per i diritti dei bambini senza documenti, ufficiali che non sono preparati a gestire casi simili continuano a rimandare indietro bambini che dovrebbero essere protetti ai sensi della legge.
