Usura: prestiti a imprenditori, 6 arresti e 56 indagati

ROMA 04 MAG Avvicinavano ar – ROMA, 04 MAG – Avvicinavano artigiani e piccoli imprenditori in difficolta' garantendo denaro in prestito. Promesse 'facili' per fare entrare le vittime nell'inferno dell'usura. Un dramma che in questo caso ha portato, nel 2007, al suicidio di un imprenditore edile. Ed e' proprio dalla denuncia dei familiari dell'uomo che, gli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria, coordinati dalla Procura di Roma, sono risaliti ai componenti di una organizzazione che operava a Roma e che era dedita, oltre all'usura, anche ai reati di abusivismo finanziario, riciclaggio, truffa alle banche al falso e favoreggiamento. Sei le persone agli arresti domiciliari, 56 in totale gli indagati. I provvedimenti emessi dal gip Filippo Steidl, su richiesta del pm Stefano Rocco Fava e dell'aggiunto Nello Rossi, hanno riguardato Giancarlo Sacchi, ritenuto dagli inquirenti il capo del sodalizio criminale, Giuseppe Coretti e Giuseppe Coltellacci. Ai domiciliari anche altre tre persone, accusati di reati di usura, Giovanni De Cesari, Claudio e Giorgia De Giorgis. Tra gli indagati figurano anche due direttori di filiali di banche a Roma, Tiziano Cangini (Banca Popolare di Ancona) e Federico Longhi (Cassa di risparmio di Reggio Emilia). Grazie anche al ruolo dei due funzionari, il gruppo riusciva a far ottenere l'apertura di conti e conseguenti operazioni finanziarie a personaggi compiacenti. In totale gli istituti di credito sono stati truffati per oltre 1,5 milioni di euro. In queste attivita' illecite (affidamenti e mutui con compravendite pilotate) intervenivano anche professionisti (un commercialista e due periti tecnici) che sovrastimavano gli immobili in vendita, alterando bilanci e altra documentazione. Alcuni degli indagati sono accusati anche di riciclaggio per aver ''ripulito'' una somma complessiva di circa 5 milioni di euro. Per quanto riguarda il reato di usura, tra il 2003 e il 2006, gli inquirenti hanno stimato un giro d'affari di circa dodici milioni di euro. Il gruppo imponeva tassi di interesse che raggiungevano percentuali annue del 4 mila e 500 per cento. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno proceduto anche al sequestro di 56 immobili e terreni in diverse province italiane tra cui Bologna, Piacenza, Latina, L'Aquila e Siena. Posti sotto sequestro anche 66 conti bancari, azioni societarie e diverse autovetture. Oltre ai direttori di banca, nel registro degli indagati, ancora a piede libero, ci sarebbe anche un funzionario dell'Unicredit della filiale romana di Vigna Stelluti accusato di mediazione usuraria. L'uomo avrebbe svolto il ruolo di interfaccia tra l'organizzazione e direttori di filiale che, aggirando i controlli interni e avendo facolta' di erogare prestiti, facevano ottenere mutui fino a 200 mila euro a prestanome compiacenti. Una volta ottenuto il prestito, il denaro veniva veicolato tra i promotori del raggiro mentre i beneficiari sparivano nel nulla. Una piccola quota dei mutui veniva trattenuta dai dirigenti banca indagati.

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