Vincenzo Scafidi e Nunzio Lo Cicero arrestati per l'omicidio Arcoria

CATANIA – Gli arrestati, con l'accusa, in concorso tra loro, dell' omicidio aggravato di Carmelo Arcoria, detenzione e porto illegale di arma da fuoco e distruzione di cadavere, sono Vincenzino Scafidi, di 41 anni, e Nunzio Lo Cicero, di 35, entrambi di Adrano. Scafidi, durante una conversazione intercettata dagli investigatori, avrebbe raccontato di aver sparato alla vittima un colpo d'arma da fuoco – circostanza nota solo agli investigatori – e di avere dato l'auto alle fiamme utilizzando alcuni pneumatici. Secondo quanto emerso dalle indagini Lo Cicero condivideva interessi economici sia con Scafidi che con Arcoria, avendo anch'egli percepito indebitamente l'indennita' di disoccupazione. Arcoria avrebbe vantato un credito di 5.000 euro nei confronti di Scafidi – che aveva lavorato per lui come caposquadra di cinque operai, tra i quali anche Lo Cicero – con il quale avrebbe concordato un incontro per il pomeriggio del 13 dicembre per ottenere la restituzione della somma di denaro. La vittima gestiva una cooperativa per la raccolta di agrumi e, a causa di una difficile situazione economica, non poteva pagare numerosi stipendi. La vittima sarebbe anche stata coinvolta in un giro di false attestazioni sulle giornate lavorative di braccianti agricoli per ottenere indebite indennita' di disoccupazione, ragione per cui era stata anche indagata per truffa aggravata. Scafidi ha negato agli investigatori sia di avere un debito verso Arcoria che di averlo incontrato il giorno della sua scomparsa. Nel febbraio successivo al ritrovamento del cadavere di Arcoria, Scafidi, dopo essere stato sentito dagli investigatori, parlando con con la moglie avrebbe detto:''I cosi sono malapigghiati'' (le cose si mettono male, ndr) ricevendo dalla donna la risposta: ''e chi provi hannu'' (che prove hanno, ndr).

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