MOSCA – Parte dalla Russia la battaglia legale internazionale alle contraffazioni delle bollicine made in Italy, lanciata dal Consorzio per la Tutela dell'Asti docg – il piu' antico consorzio europeo per la tutela degli spumanti – proprio nell'anno in cui supera il traguardo delle cento milioni di bottiglie vendute nel mondo. Le azioni legali sono state illustrate oggi nella sede del consolato italiano a San Pietroburgo, alla presenza del presidente del consorzio Paolo Ricagno e dello stesso console generale Faiti Salvadori. Obiettivo dell'offensiva, le aziende russe che producono falsi Asti Spumante: si parla di migliaia di bottiglie, con danni ingenti. Recentemente in Russia sono state messe in commercio bottiglie di Asti contraffatto da parte di 3 aziende che producono, tra l'altro, Asti Santino, Lady's Asti, Moscato d'Asti. Inoltre dai legali del Consorzio sono state contestate con successo tre domande di marchio relative a vini per Asti Fiesta, Asti Bortoli e Asti SV gia' presenti nella grande distribuzione. Ricagno ha ricordato che a livello comunitario si definisce con Dop il nome di una regione, di un luogo determinato, di un paese che serve a designare un vino le cui caratteristiche siano legate a un particolare ambiente geografico e ai suoi fattori naturali e umani, a condizione che le uve da cui e' ottenuto provengano esclusivamente da tale zona geografica e sia ottenuto da varieta' di viti appartenenti alla specie vitis vinifera. Nella Federazione russa la denominazione di origine protetta Asti e' stata riconosciuta a seguito di deposito avvenuto il 4 giugno 2008. L'Asti docg e il Moscato d'Asti godono di ampia popolarita' e vengono esportati in tutto il mondo. Attualmente sul mercato russo sono presenti 14 etichette. Ma ultimamente, con la crescita di popolarita' del prodotto, il problema delle contraffazione e' diventato piu' pressante.