MILANO – Verita' per Vittorio Arrigoni: e' la richiesta che emerge dal presidio milanese in piazza Duomo in ricordo dell'attivista ucciso a Gaza. Perche' non tutti credono che dietro la sua morte ci sia solo un gruppo salafita. A partire dal Forum Palestina che, sentiti anche altri gruppi internazionali di cooperanti filo palestinesi, si e' fatto un'idea sull'assassinio: ''non abbiamo tutte le prove, ma riteniamo che il sequestro e l'uccisione di Vittorio – si legge in un comunicato distribuito alla manifestazione di piazza Duomo, dove si sono radunate oltre duecento persone, tra bandiere palestinesi, della pace e foto dell'attivista ucciso – possa rientrare in un lavoro sporco realizzato dai gruppi islamici legati al network dell'Arabia saudita oggi alleata di Israele. Il messaggio e' chiaro e inquietante: 'state lontani da Gaza, state lontani dalla Palestina', 'nessuna internazionalizzazione sulla questione palestinese verra' tollerata dalle autorita' di tel Aviv e dai suoi alleati'''. Anche secondo Vittorio Agnoletto, ''di fronte a questa morte sorgono domande inquietanti probabilmente destinate a restare senza risposta. Chi trae vantaggio da questo omicidio? Non certo la causa palestinese, ma coloro che in tutti i modi stanno cercando di contrastare la realizzazione della seconda Flottilla verso Gaza, coloro che hanno sempre cercato di impedire il lavoro informativo di Vittorio''. ''Sappiamo bene, l'abbiamo imparato in questi anni, come – riflette – non ci siano limiti alla follia dell'integralismo religioso, conosciamo i proclami farneticanti di gruppi integralisti islamici e sappiamo di quali follie si sono resi colpevoli''. Agnoletto, ricordando che ''il governo italiano ha rilasciato decine di dichiarazioni di cordoglio ma anche di stima per il lavoro svolto da Vittorio'' ricorda anche che ''uno degli obiettivi di Vittorio era l'organizzazione della seconda Flottilla'' e per questo si augura che ''il governo italiano rimandi al mittente la richiesta israeliana di contribuire a fermarne i preparativi''. Anche i palestinesi di stanza a Milano, presenti in piazza Duomo, sono stupiti per l'assassinio dell'attivista e scrittore italiano: ''c'e' un interrogativo grande come il Duomo su questo assassinio, noi non crediamo – dice all'Ansa Tamimi Khader, rappresentante della comunita' palestinese lombarda – che si tratti di un gruppo salafita, avrebbero dovuto sequestrare uno di Hamas per ottenere il rilascio dei loro prigionieri, non uno straniero. Per trovare i mandanti di questo assassinio secondo noi bisogna cercare piu' in Israele che in Palestina''.