NEW YORK – Prima dell'11 settembre 2001 Al Qaida aveva pensato di colpire anche il Ponte di Brooklyn. Le autorita' Usa avevano scoperto dell'esistenza del piano gia' nel 2003, quando venne arrestato Iyman Faris, un americano naturalizzato originario del Kashmir. Ma oggi per la prima volta il New York Times ha reso pubblici nuovi dettagli di quel piano, pubblicando alcuni estratti di documenti riservati sugli interrogatori dei detenuti di Guantanamo. Il giornale precisa che i documenti erano stati ottenuti lo scorso anno da Wikileaks e che ora ne e' entrato in possesso da altra fonte, decidendo di pubblicare il materiale ritenuto piu' interessante. Come, appunto, i dettagli riguardanti specificamente un eventuale attentato al ponte di Brooklyn. A parlarne a Guantanamo, in un interrogatorio del 2006, fu la 'mente' dell'11 settembre, Khaled Sheick Mohammed. Da uno dei documenti riservati emerge che Mohammed confesso' alle autorita' americane di aver fatto cenno del piano proprio a Iyman Faris: tra i progetti per colpire gli Stati Uniti vi era anche quello di ''distruggere il Ponte di Brooklyn tagliandone i cavi di sospensione'', disse Mohammed a Guantanamo a chi lo stava interrogando. L'arresto di Faris fece scoprire il piano, e il progetto venne lasciato cadere. Anche perche' nel frattempo il ponte era diventato uno dei punti piu' vigilati di New York. Oggi decine di telecamere nascoste controllano 24 ore su 24 il Ponte piu' celebre di New York, intorno al quale sono state messe a punto misure di sicurezza tanto discrete quanto estremamente accurate. I Guantanamo Papers rivelano che l'obiettivo di colpire ponti 'simbolici', come per esempio quello di Brooklyn, era tra quelli presi in considerazione dai quadri di Al Qaida. Dagli interrogatori di un altro detenuto, l'egiziano Tariq Mahmoud Ahmed al Sawah, emerge che Al Qaida aveva organizzato campi di addestramento specifici al riguardo. In essi non solo forniva materiale esplosivo adatto, ma insegnava anche ''metodi per distruggere ponti sospesi''. Nel caso di quello di Brooklyn, i terroristi avevano individuato il punto preciso in cui sarebbe stato possibile intervenire sui cavi, per causare un danno sufficiente a far cadere il ponte sospeso. Ma dopo l'11 settembre, le accresciute misure di sicurezza intorno al ponte portarono i terroristi a desistere.