Wikileaks, Obama contestato a San Francisco: "Liberate Manning"

NEW YORK – ''Caro presidente, ti paghiamo la campagna elettorale e voteremo per te, ma dove sono i cambiamenti?''. Per chiedere la scarcerazione di Bradley Manning, il soldato accusato di avere fornito centinaia di migliaia di documenti segreti a Wikileaks, una decina di militanti hanno interrotto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama intonando un protest song, nella migliore tradizione dei Pete Seeger o dei Bob Dylan prima maniera. E' successo oggi a San Francisco, in California, ed il presidente, impassibile – ''divertito'' secondo il suo portavoce Jay Carney -, si e' limitato a dire ''che bella canzone'', prima di chiedere al pubblico ''a che punto ero?'' e di riprendere a parlare, come se nulla fosse successo. Gli attivisti pro Manning – appena trasferito da un carcere militare di massima sicurezza in Virginia a una prigione meno dura in Kansas – hanno scelto pero' l'evento sbagliato. Alla prima colazione di raccolta fondi, spendendo ben 35.800 dollari, i dimostranti si sono trovati senza telecamere delle tv e senza i microfoni delle radio. A raccontare la storia e' stata l'inviata del Wall Street Journal, Carol Lee, a nome del 'pool' che segue il presidente dappertutto. Mentre Obama stava parlando di fronte a circa 200 persone, una signora vestita di bianco si e' alzata e si e' rivolta a lui: ''Presidente le abbiamo scritto una canzone''. Obama ha tentato di interromperla, ma una decina di persone hanno iniziato a cantare: ''Dear Mr President we honor you today sir, each of us brought you 5.000$'', Caro presidente i nostri omaggi, ognuno di noi le ha portato 5mila dollari''. E poi: ''Solo in una cella di 6 metri quadrati c'e' Bradley e per 23 ore al giorno e' notte.. Paghiamo quello che dobbiamo, ma dove sono i cambiamenti?''. I 'protest singers' invocando anche la costituzione Usa, hanno anche ricordato il caso del pastore della Florida Terry Jones, ''legalmente libero'' dopo aver provocato morti e feriti in Afghanistan e nel mondo islamico, bruciando il Corano. Alla fine della canzone sono spuntati i cartelli pro-Manning, e la donna vestita di bianco aveva sotto alla giacca una t-shirt con su scritto ''Liberate Manning''. Gli agenti del Secret Service l'hanno portata via, due altri attivisti sono usciti subito dopo, ma gli altri sono rimasti fino alla fine dell'evento, applaudendo il presidente, e senza provocare nessun incidente. I pro Manning non sono gli unici ad aver protestato oggi a San Francisco. Alcune decine di manifestanti stavano aspettando il presidente davanti all'albergo, per chiedere la liberalizzazione della marijuana, di fatto autorizzata per ragioni mediche in California.

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