CITTA' DEL VATICANO – La beatificazione di papa Wojtyla dara' alla Chiesa ''uno slancio, un rinnovamento nello slancio missionario dell'evangelizzazione, per essere veramente sale e luce del nostro Paese''. E' quanto afferma il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, in un'intervista a Radiovaticana. ''La Chiesa – sottolinea Bagnasco – deve essere, secondo il mandato del suo Signore – una presenza propositiva, piena di lievito, di gioia per il bene di tutti; non certamente con il desiderio di ingerire, ma con il desiderio di servire la societa' italiana e, quindi, il bene di tutti e di ciascuno, annunciando il Vangelo e Gesu' Cristo. E questo con tutte le implicazioni che il Mistero di Cristo, annunciato e vissuto, comporta sul piano antropologico, sul piano sociale, sul piano etico naturalmente: tutti gli aspetti e gli ambiti della vita umana''. Ricordando la figura di Giovanni Paolo II, il cardinale Bagnasco ricorda che questo Papa e' ''entrato nel cuore non solo della cattolicita', ma del mondo intero. Quindi, poterlo venerare sugli altari e' motivo veramente di grande gioia e di gratitudine per Benedetto XVI''. ''Karol Wojtyla – aggiunge – ha portato in Italia e in Occidente l'eco della sua storia personale: la storia che riguarda la Polonia, ma che riguarda anche il mondo dell'Est, che ha lottato tanto per la propria liberta', per l'uguaglianza. Quindi, ha dato una scossa salutare sia al nostro Paese, sia all'Occidente''. La sua beatificazione cade nell'anno in cui si celebra l'anniversario dell'unita' nazionale e a questo proposito, Bagnasco sottolinea come Wojtyla sia stato ''colui che ha riproposto il termine di 'patria' nel senso etimologico, senza timori e senza complessi''.
