ROMA – C'era "una grande pressione" sul terzo segreto di Fatima, ma prima che fosse pubblicato, Papa Giovanni Paolo II "volle che fosse interpellata Suor Lucia" e chiese all'attuale segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, di interpellarla. Lo ha raccontato lo stesso card. Bertone nello speciale Porta a Porta, dedicato alla beatificazione di Karol Wojtyla, che andra' in onda questa sera alle 21.30 su Raiuno. Papa Wojtyla – ha ricordato il card. Bertone – "mi disse: 'Qui c'e' una grande domanda di pubblicazione di questo segreto, la terza parte di questo segreto come e' giunta a noi dallo scritto autografo di suor Lucia. Pero' io sarei contento che venisse interpellata suor Lucia sulla autenticità del testo che possediamo qui in Vaticano e anche, se è possibile, sulla interpretazione, perché io penso di interpretare questo testo come un evento che mi ha toccato attraverso l'attentato'. Anche se il Papa non e' morto". Bertone raggiunse Suor Lucia. "Mi disse – ha riferito il segretario di Stato vaticano – che quando ebbe notizia dell'attentato al Papa, lei stessa penso' che questo fosse l'evento previsto dal segreto". "Tra l'altro, poi – ha aggiunto Bertone – tutti temevano la morte del Papa, di un uomo vestito di bianco. Invece il Papa e' giunto sulla soglia della morte e, come ha detto il Papa stesso in quel famoso discorso dal Gemelli, una mano materna ha deviato la pallottola e lo ha salvato, come ha spiegato poi teologicamente il cardinale Ratzinger, per la forza della preghiera di intercessione, per la 'legione dei buoni' che si sono convertiti e sono rimasti uniti a Cristo e che hanno pregato per il Papa e per tutti".
