CRACOVIA 1 MAG Se c'era ancora bisogno di una prova di – CRACOVIA, 1 MAG – Se c'era ancora bisogno di una prova di amore e venerazione per il papa e per l'eroe Wojtyla, Cracovia oggi l'ha data. Sotto una pioggia torrenziale e impietosa, una folla immensa di oltre centomila persone di tutte le eta' e di tutte le classi sociali si e' radunata nei prati e sulle colline che circondano il Santuario della Divina Misericordia, per seguire insieme, sui megaschermi installati un po' ovunque, la cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II in collegamento con San Pietro a Roma. Il maltempo non ha impedito che fosse una festa di popolo, un momento di orgoglio e forte identita' nazionale, un abbraccio collettivo a colui che per i polacchi e' gia' da tempo un santo. Ad avvertire che il rito stava per cominciare sono stati, alle 9:45, i profondi rintocchi della campana di Sigismondo, dalla vetta del campanile della cattedrale del Wawel che domina la citta'. Il suono della 'Sigismonda', come viene bonariamente chiamata, segna da secoli gli eventi storici della Polonia, vittorie, incoronazioni, lutti. Avviso', il 2 aprile 2005, della morte del Papa e oggi ha chiamato a raccolta per la sua glorificazione sugli altari. In realta', all'ora dei rintocchi, un fiume ininterrotto di famiglie, anziani, giovani, aveva gia' raggiunto il santuario. Centinaia anche i pullman arrivati dal resto del Paese. Alle dieci, dall'alto del sagrato della basilica, dove era stato collocato un altare per la messa, il colpo d'occhio era formidabile: una distesa di ombrelli senza fine ricopriva prati e colline circostanti. La folla ha seguito in silenzio i primi momenti della cerimonia in piazza San Pietro. Ma e' scoppiata in un boato di applausi quando Benedetto XVI ha letto la formula di beatificazione di Giovanni Paolo II. Sotto l'acqua battente e' stato un tripudio di bandiere polacche e vaticane. Ancora applausi hanno accompagnato il lungo discorso di Ratzinger in ricordo del suo predecessore. Interrotto il collegamento con Roma, e' arrivato un nuovo momento di grande intensita': una processione guidata dal vescovo ausiliare di Cracovia, Jan Zajac, ha portato all'altare un reliquiario formato da un'ampolla con il sangue di Giovanni Paolo II. Il canto di ringraziamento del 'Te Deum Laudamus' ha riempito la valle, mentre in tanti si sono inginocchiati sulla terra bagnata, gli occhi inumiditi, sopraffatti dall'emozione. La pioggia ha concesso finalmente una tregua al termine della messa, quando la folla si e' dispersa tra le bancarelle di salsicce arrosto, birra, dolciumi, ricordi, rosari e santini. Nel centro storico di Cracovia la festa e' proseguita nel pomeriggio con concerti ed eventi culturali. Ogni strada, ogni piazza della citta' conserva i ricordi e le memorie di tanta parte della vita di Karol Wojtyla. Dalla cattedrale del Wawel dove, da giovanissimo prete, celebro' la sua prima messa nel 1946 all'antica universita' jagelliana, dove termino' i suoi studi; dalla sua prima parrocchia, quella di San Floriano, ai confini del centro storico, all'arcivescovado, dove visse come arcivescovo e cardinale fino allo storico 16 ottobre del 1978, quando divenne Papa. Su ogni muro c'e' oggi una sua foto, una targa di ricordo. Nel Santuario della Divina Misericordia, consacrato da Wojtyla durante il suo ultimo viaggio in Polonia nel 2002, sorgera' una cittadella in suo onore. I lavori per la costruzione di un centro congressi che portera' il nome del Beato Giovanni Paolo II procedono senza soste e una parte dell'edificio e' gia' stato innalzato. In una cappella nei sotterranei sara' deposta, a partire dal prossimo 11 giugno, la teca contenente la reliquia del suo sangue.
