ROMA 30 APR Domenica – ROMA, 30 APR – Domenica, in piazza, non ci sara': ha due bambini piccoli e non puo' affrontare lunghe file e attese, in questo momento. Anche perche', quando verra' a rendere omaggio a Wojtyla, ''tra pochi giorni, certamente'', ci vuole venire insieme ai suoi figli, che di Giovanni Paolo II hanno sempre sentito parlare in casa, ''un po' come avviene per un parente, per un nonno''. Sara Bartoli oggi e' una donna. Il 13 maggio 1981, quando Ali' Agca sparo' a Giovanni Paolo II, aveva 18 mesi e si trovo' a un soffio dalla traiettoria del proiettile che feri' il Papa. Forse fu anche per merito suo se Wojtyla si salvo': lo stesso Agca, infatti, confesso' agli investigatori di aver ''sbagliato mira perche' il Papa aveva una bimba in braccio''. Quel giorno, in piazza San Pietro, la papamobile si fermo' davanti a lei e la mamma, Luciana Funari la sollevo' in direzione del Pontefice, che la afferro' e le diede un bacio sulla testina. Oggi Sara, che ha quasi 32 anni e abita e lavora a Lariano (Roma), vive con ''grande emozione'' questi giorni e queste ore, in cui il ''mio papa'' sara' beatificato. Del momento dell'attentato, Sara non ricorda niente. ''Ero troppo piccola'', dice. Ma quegli istanti cruciali hanno comunque lasciato un segno indelebile nella sua vita. ''E' stato un evento piu' grande di me – afferma – e, crescendo, all'inizio, quasi non lo accettavo: era come una responsabilita' troppo grande per una ragazzina. Non c'e' stato un momento preciso in cui mi sono riaccostata a questo tragico episodio. Ci sono cresciuta insieme. Chi, dopo avermi conosciuta, veniva a sapere di quel 13 maggio, mi faceva domande. Gli anniversari e la scomparsa di Giovanni Paolo sono stati altrettanti passaggi chiave''. E oggi, c'e' un nuovo snodo. Quando le si chiede se puo' essere stata proprio la sua presenza a evitare la morte di Wojtyla, Sara si schernisce: ''Agca disse cosi', ma non so se sia attendibile''. Sara ha incontrato un paio di volte Giovanni Paolo II dopo l'attentato, in udienza generale: ''E' stata sempre una grande emozione: lui era semplicemente un grande uomo''. Un'emozione che si ripete, intatta, oggi. ''Sono molto felice per questa beatificazione e spero al piu' presto lo facciano santo'', dice Sara. ''Prima di essere un papa, era una grande uomo. Purtroppo ho due bimbi ancora piccoli, uno ha sei anni e uno due e mezzo: con loro sarebbe complicato affrontare la giornata di domani. Ma senz'altro andro' tra pochi giorni a rendere omaggio a Wojtyla, davanti alla sua tomba. E voglio andarci insieme ai bambini. Loro lo conoscono bene, ne hanno visto tante volte le foto e le immagini. E quando lo vedono lo riconoscono. Lo chiamano 'il Papa di mamma'. Insomma, stanno crescendo insieme a lui. Giovanni Paolo II appartiene alla storia della nostra famiglia, e' come uno di famiglia. Per i bambini come un nonno''.
