Wojtyla, Lech Walesa racconta due episodi inediti sull'attentato al Papa

ROMA – Il 13 maggio 1981, giorno dell'attentato contro papa Wojtyla, Lech Walesa era in Giappone e seppe ''dell'accaduto dalla polizia perche' – riferisce – da un istante all'altro mi trasferi' in un luogo sicuro''. L'ex leader di Solidarnosc ed ex presidente della Polonia post-comunismo lo racconta in ''Sulle ali della liberta' Fede e solidarieta' insieme fanno miracoli'', scritto con Pierluca Azzaro e pubblicato in Italia dalla Lev (160 pagine, 14 euro). Nel libro in questi giorni nelle librerie, Walesa si chiede se non sia da collegare all'attentato anche un episodio oscuro da lui vissuto a Roma il 14 gennaio 1981. ''Ero tra quanti desideravano visitare Roma di notte, ma all'ultimo momento, un po' perche' ero stanco del viaggio e un po' forse per un oscuro presentimento decisi di non andare; quella notte, in un luogo isolato, i miei amici vennero circondati da un commando armato: 'Non c'e' tra loro' dicevano illuminando con delle torce i miei compagni; quindi li lasciarono andare''. ''Sulle ali della liberta''' contiene anche un inedito di papa Wojtyla: la lettera che scrisse a Walesa per gli auguri di Natale del 1995, in cui tra l'altro ricorda il XV anniversario di Solidarnosc e parla della '''via polacca' come tale accolta e accettata da tutte le nazioni dell'Europa e del mondo: la via – scriveva papa Wojtyla – di un'opposizione pacifica all'ingiustizia del sistema marxista''. Il libro, frutto di una serie di conversazioni di Azzaro con Walesa, dal 28 febbraio al 2 marzo di quest'anno, contiene anche un contributo del presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, dedicato a ''Solidarnosc e la crisi del Partito Comunista Italiano''. ''In sostanza – scrive il presidente Napolitano – la nascita, il successo, il seguito delle lotte di Solidarnosc fecero cadere un velo ideologico'' e la utopia che nei paesi socialisti si governasse ''in nome della classe operaia'', invece Solidarnosc disse ''che era la classe operaia in prima persona che contestava e rifiutava quel sistema, che scendeva in lotta contro quel sistema''. Napolitano ricostruisce la reazione di Berlinguer e di tutto il gruppo dirigente del Pci. Infine commenta che la ''elezione di Wojtyla fu provvidenziale e il suo ruolo fu determinante nella successiva evoluzione delle differenti situazioni all'interno del blocco sovietico''.

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