Yara, Garofano: Dna femminile? Escludo omicidio a due

Roma – "E' plausibile che ci siano due Dna di diverso genere, ma escludo che l'omicidio sia stato compiuto a quattro mani e prima di sostenere che appartengono agli assassini abbiamo il dovere di escludere la contaminazione. Altrimenti si rischia di scatenare il valzer delle indiscrezioni". Così Luciano Garofano, il generale ed ex comandante del Ris (Reparto Carabinieri Investigazioni) di Parma ritenuto il massimo esperto italiano di crime scene, commenta il rincorrersi delle notizie sul caso di Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate di Sotto il 26 novembre. "Aspettare i risultati dell'autopsia – afferma Garofano – sarebbe l'unica strada da intraprendere ora" soprattutto quando la famiglia non ha ancora un corpo su cui piangere. Tornando a quanto i ben informati sostengono, l'ex comandante dei Ris non ha dubbi: "La neve sciogliendosi ha sicuramente portato via il Dna sul corpo della giovane di Brembate. Questo non esclude che tracce siano state recuperate da sotto le unghie o all'interno del corpo Yara". Ma per analizzarlo e stabilire poi a chi appartiene, spiega il generale: "Occorre una quantità sufficiente e soprattutto si deve escludere la contaminazione".

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