Incontro a Sciences-Po, Parigi, per discutere di internet e geografia. A partire dalla fine della “fine della distanza” raccontata nella visione naif del 1997 da Frances Cairncross e dal “continente invisibile” di Kenichi Ohmae del 2000. Oggi sappiamo che la geografia conta ancora (eccome) e che stessa tecnologia ha significati diversi nei diversi contesti storici, culturali e geopolitici. Si apre una nuova fase della comprensione di quello che stiamo facendo con la tecnologia internettara; ma resta un dato di lungo termine: la cultura delle opportunità aperte con la connessione, si oppone alla cultura della chiusura nei confini tecnologici e dell’attesa di aiuti politici del mondo non connesso.
