ROMA, 23 GIU – ''Perche' la Santa Sede fa marcia indietro sull'uso del preservativo''. E quanto si chiede l'Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, esprimendo preoccupazione per le dichiarazioni dell'arcivescovo Francis Assisi Chullikatt, osservatore permanente della Santa Sede all'Onu, al recente summit delle Nazioni Unite sull'Hiv/Aids.
L'Aidos aveva accolto positivamente la parziale apertura del Papa l'anno scorso sull'uso del preservativo nella prevenzione del contagio da Hiv. Ma ora sostiene che la Santa Sede, in occasione del recente summit dell'Onu, ''e' tornata invece a far marcia indietro, esprimendo l'assoluta opposizione all'utilizzo del condom e il ritorno alla proposta dell'astinenza e fedelta' coniugale come unica via per evitare il contagio''.
''Non si puo' assolutamente sottovalutare o negare l'importanza dell'uso del preservativo come mezzo di prevenzione dell'Hiv/Aids'', afferma Natalia Lupi, responsabile delle relazioni istituzionali dell'Aidos, ''accanto ad altre strategie volte a promuovere comportamenti sessuali centrati sulla responsabilita' e sul rispetto della persona. E cio', tenendo conto della liberta' di coscienza e di scelta di ciascuno, che vuol dire anche rispettarne le convinzioni religiose ed etiche''. L'Aidos ricorda che secondo i dati piu' recenti forniti da Unaids, il Programma congiunto dell'Onu su Hiv/Aids, la prevenzione e' efficace proprio quando unisce diverse strategie: uso sistematico del preservativo, educazione a una sessualita' responsabile, astinenza e fedelta'. Unaids conferma inoltre che l'uso del preservativo riduce sensibilmente la trasmissione del virus. ''Astinenza e fedelta' non sono sempre praticabili: usare il condom nel caso di un rapporto sessuale potenzialmente a rischio diventa fondamentale'', fa notare Natalia Lupi.
