ROMA, 17 LUG – Si apre oggi a Roma alla presenza 6000 esperti provenienti da tutto il mondo la conferenza internazionale sull'Aids.
Dal congresso che durera' fino a mercoledi' si prefigura una nuova pagina nella lotta alla malattia scoperta 30 anni fa: i farmaci diventano l'arma principale della prevenzione e potrebbero essere decisivi nel riuscire a "spegnere" la trasmissione dell'infezione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
"I risultati di grandi sperimentazioni cliniche durate per anni e diffusi recentemente dimostrano che la terapia funziona sempre più come prevenzione, e questa sarà l'idea portante della conferenza che si aprirà domenica", ha detto Stefano Vella, virologo dell'I)stituto superiore di sanita' e fra gli organizzatori della conferenza mondiale.
Quello che sta accadendo e' che cominciare a prendere i farmaci quando l'infezione e' all'inizio aiuta a ridurre drasticamente la quantità di virus in circolazione nell'organismo. Di conseguenza diminuiscono anche le probabilità di trasmettere l'infezione. Oggi nel mondo oltre 7.000 persone si infettano ogni giorno e, di queste, 1.000 sono bambini.
Se 15 anni fa la conferenza di Vancouver aveva annunciato finalmente l'arrivo dei primi farmaci in grado di migliorare la sopravvivenza, nella conferenza che sta per aprirsi a Roma si comincia per la prima volta a parlare di cura. Certamente restano aperti numerosi punti interrogativi: primo fra tutti quello dei fondi necessari per garantire l'accesso alle cure nel Sud del mondo. A questo proposito, nella conferenza di Roma non mancheranno le polemiche sul mancato finanziamento italiano al Fondo Globale per la lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria. Il governo italiano non ha infatti versato i 130 milioni di dollari, più altri 30, promessi due anni fa nel G8 dell'Aquila.