di Marcello Pradarelli
zoom «Qui nella motivazione c’è scritto “premio al miglior regista di film documentario”, ma continuo a essere e a sentirmi un giornalista che il regista l’ha fatto in prestito. I veri registi sono i familiari di Federico. Sono stati soprattutto loro ad aver creduto nel progetto e avermi dato la forza necessaria per portarlo a termine». E’ il commento-dedica di Filippo Vendemmiati, che con E’ stato morto un ragazzo, il film-dvd che racconta la vicenda giudiziaria e umana di Federico Aldrovandi, ha vinto al Bifest di Bari il premio “Vittorio De Seta” per il miglior film documentario. E’ stato Ettore Scola, presidente del Bifest (Bari international film&tv festival), a consegnare il premio al giornalista ferrarese durante la cerimonia al Teatro Petruzzelli. «Io credo – dice ancora Vendemmiati – che i genitori di Federico siano da prendere ad esempio per la passione civile della loro battaglia, per il modo civile con cui l’hanno condotta senza aver bisogno di salotti televisivi e di plastici della tv». Come sia avvenuta la metamorfosi da giornalista a regista Vendemmiati non sa spiegarlo: «Questa storia parte dal mio ufficio, da casa mia mentre rileggevo il mio bloc notes pieno di appunti dopo la sentenza del tribunale di Ferrara. Da lì è venuta questa voglia, questo bisogno di riordinare tutta la vicenda e di provare a raccontare e combinare due storie parallele. Quella di un giornalista che all’inizio non aveva creduto molto nell’ingiustizia e la quella dei familiari di Federico che alla fine hanno scoperto una realtà peggiore di quanto si aspettassero. Volendo fare un paragone con quanto avvenuto al Bifest anche il riconoscimento che ha avuto E’ stato morto un ragazzo è molto superiore a quanto mi aspettassi». I film non cambiano il mondo, ma un film che è anche buona informazione forse può servire. Vendemmiati se lo augura: «Spero che possa dare un piccolo contributo per evitare altri drammi». L’affermazione al Bifest potrebbe anche facilitare la trasmissione del film di Vendemmiati sulle reti Rai: «Il tempo passa e risposte ancora non ci sono. C’è un’ipotesi aperta con RaiTre, spero che questo riconoscimento possa servire. Sono moderatamente ottimista». In concorso al Bifest vi erano 16 documentari. La giuria era composta da 30 spettatori e dalla documentarista Maite Carpio che la presiedeva. Il film ripercorre le vicende legate alla morte di Federico Aldrovandi, avvenuta alle sei del 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Da quella vicenda scaturirono un’inchiesta, inizialmente destinata all’archiviazione, e un processo, che in primo grado il 6 luglio del 2009 si è concluso con la condanna a 3 anni e sei mesi di quattro agenti. Il titolo fa riferimento a Gabriele Sandri, tifoso della Lazio ucciso in un autogrill da un proiettile vagante, partito dalla pistola di un poliziotto. La frase, tanto sgrammaticata quanto efficace, fu pronunciata da un collega del poliziotto.FOOTBALL WITHOUT ULTRAS IS NOTHING !