Prima vittima italiana del disastro nucleare giapponese: da cinque giorni non si hanno più notizie di Oscar Giannino, editorialista di Panorama, Messaggero, Gazzettino, Mattino, Radio 24. Precisamente da sabato, quando sulla prima pagina del quotidiano romano del costruttore Caltagirone ĆØ apparso un suo commento dal titolo definitivo: āNucleare sicuro, ĆØ la prova del noveā. Sdegnato contro chi osava ādiffondere e amplificare notizie sullāallarme nucleareā, il variopinto esperto sentenziava: āOrbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, ĆØ che proprio la terribile intensitĆ del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che, in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtĆ dei fatti, senza creare pericoli per ambienti e popolazioniā ecc. Insomma āle procedure automatiche dāarresto dei reattori si sono subitaneamente attivateā e āle centrali hanno tenutoā. Ergo ātentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo ĆØ dimostrazione di crassa ignoranza tecnologicaā. Purtroppo quel crasso ignorante tecnologico del premier Naoto Kan non legge il Messaggero: infatti ha intimato ai residenti nel raggio di 30 km da Fukushima di evacuare di corsa o di barricarsi in casa. Nel frattempo il Giannino ha fatto perdere le sue tracce: fonti non confermate lo segnalano tutto fosforescente col costumino fucsia nel reattore 2, mentre fa lāaerosol e i tuffi nella vasca di raffreddamento. Il Messaggero lo rimpiazza prontamente con Alberto Clò (āDal nucleare non si può prescindereā) ed Ennio Di Nolfo (guai a ātrarre conclusioni frettolose e improvvisate. Sarebbe un esercizio futileā). Questi giganti del pensiero andrebbero spediti immantinente in Giappone come motivatori delle popolazioni in fuga. Uno abita sotto una centrale, la sente esplodere tre volte a notte, vede uscirne simpatici funghi atomici e sarebbe quasi tentato di turarsi il naso e darsela a gambe. Ma ecco sullāuscio il professor Di Nolfo, giunto appositamente dallāItalia per ammonirlo: āAlt! Niente frettolose o improvvisate conclusioni, sarebbe esercizio futile. Faccia un bel respiro e si rilassi col Messaggeroā. Dove si segnalano altri titoli memorabili: āLe emozioni influenzano le scelte dellāOccidenteā, āUn incidente che frena il Rinascimento Nucleareā. GiĆ , perchĆ© al confronto la Firenze di Lorenzo il Magnifico era Neanderthal. Del resto, rassicurano gli esperti del Messaggero, le centrali italiane prossime venture avranno āun sistema ridondante di sicurezzaā, con ben āquattro sistemi di raffreddamentoā (più Oscar Giannino che succhia la mentina e soffia aria fresca); āil rischio che la nube giapponese arrivi in Italia ĆØ davvero remoto, vista la distanza molto elevataā (ma va?); e comunque anche in Giappone ĆØ tutto sotto controllo, anche se il governo giapponese non lo sa: āNessuna fuoriuscita dal nocciolo, solo fughe radioattive di lieve entitĆ ā, per giunta āindotte dai tecnici degli impianti per far uscire il vapore in eccessoā. Due scoreggine, non di più. Intanto il Pompiere della Sera, che ha tra i suoi azionisti i costruttori Ligresti e Toti, ci regala un ardito calcolo di Massimo Nava: āĆ scientifico che il rischio zero non esista. Ma in Francia nessun grave incidente ĆØ avvenuto in 1450 anni (dato ottenuto moltiplicando 58 reattori per 25 anni di funzionamento medio ciascuno)ā. Moltiplicando poi per Pi greco, si può desumere che nessun grave incidente nucleare sāĆØ verificato in 4553 anni, a partire dal 2542 a.C., quando i fenici sāinsediarono nel Mediterraneo. Sono soddisfazioni. Del resto Il Tempo del costruttore Bonifaci ā ānon possiamo chiudere tutte le centrali francesiā che stanno a due passi da noi: dunque tanto vale farcene qualcuna in casa. Ć logica pura: siccome ho un vicino piromane che potrebbe incendiare la casa, la incendio prima io. CosƬ lo frego.
fonte articolo ‘Il Fatto Quotidiano’
condividi il post suShare|Share
