WASHINGTON, 25 LUG – Un movimento che nasca dal basso, dalla rete, capace di rompere la gabbia del bipartitismo americano, dando voce ai cittadini per tutelare l'interesse generale contro l'avidita' dei lobbisti di Washington. Sono questi gli obiettivi di 'Americans elect', un'organizzazione nata sul web e che si propone di spazzare il sistema politico americano, che secondo il giudizio di molti, non funziona piu'. Per ora ha ottenuto l'appoggio di oltre un milione e mezzo di americani. L'anno prossimo, in una convention di giugno, capira' se avra' vinto la sua difficile sfida.
Come dimostrano i colloqui sul debito, finora fallimentari, negli States c'e' in effetti molta insoddisfazione e una grande voglia di aria nuova. Un'esigenza di cambiamento a cui ha voluto dare voce perfino Thomas L. Friedman, uno dei piu' noti opinionisti del New York Times. Ed e' stato proprio lui a 'sdoganare' gli 'Americans elect' dedicando loro un recente editoriale .
''E' una struttura – scrive Friedman – formata da democratici, repubblicani e indipendenti ormai frustrati, il cui obiettivo e' creare un nuovo luogo dove scegliere il futuro presidente, in modo da permettere a tutti gli americani di dire la loro, invece di delegare tutto ai due partiti maggiori e agli interessi particolari da cui dipendono''. Il loro messaggio' e' semplicissimo: Basta con le lobby, al di la' delle appartenenze, ogni aderente puo' votare un delegato e scegliere assieme i candidati alla Casa Bianca.
La conclusione di Friedman e' addirittura entusiasta: ''American elects intende fare con i partiti, quello che Amazon ha fatto con i libri, i bloggers con i giornali, l'Ipod con la musica. Insomma, punta a distruggere il duopolio democratici-repubblicani che ha dominato la politica Usa, rimuovendo ogni barriera per una reale competizione, aiutando la partecipazione dei cittadini''.
Detestano i politicanti di Capitol Hill, ma sono lontani dalle suggestioni 'anti-stato' e un po' qualunquistiche del Tea Party. Alcuni osservatori hanno definito questi pseudo-grillini in salsa Usa, 'estremisti di centro'. Intanto, in attesa di capire se l'ottimismo di Friedman verra' confermato dai fatti, e' possibile vedere sul sito www.americanselect. org, come funziona il progetto. Nella homepage compaiono alcune domande retoriche del tipo: 'Il tuo voto conta sul serio?'. Poi una seconda, con su scritto: 'I politici lavorano sempre al tuo servizio?''. Se si risponde si', ovviamente la meno gettonata, compare questa indicazione: 'Allora scegli con chi stai, democratici o repubblicani, oppure unisciti a un milione e seicentocinquantamila americani e fai sentire la qua voce''.
A quel punto, si va avanti, cliccando sul banner decisamente presuntuoso: 'Sei pronto a fare la storia?''. Quindi, si possono definire le proprie priorita', si possono fare domande al proprio candidato ideale. E via dicendo. Il percorso finisce con la registrazione al sito, in modo da essere contattato dall'organizzazione. L'obbiettivo finale e' dar vita nei prossimi mesi alle prime primarie della storia americana che si svolgono intermante sul web, in grado di indicare alla fine il ticket, magari bipartisan, da cui uscira' il prossimo inquilino della Casa Bianca.