Un anticorpo geneticamente modificato per curare il tumore del sangue

ROMA – Un anticorpo contro i tumori del sangue. Questa la scoperta dei ricercatori del San Raffaele di Milano pubblicata sulla rivista Nature Medicine. Lo studio ha “riprogrammato” il Dna del linfocita T, affinché l’anticorpo attacchi le sole cellule cancerogene presenti nel sangue. La tecnica di manipolazione genetica è definita “Tcr gene editing”. I linfociti T sono stati scelti perché in grado di attaccare solo cellule con antigeni specifici, in modo da non confondere cellule sane e malate che nella loro forma restano comunque identiche.

Nell’organismo umano dunque esistono molti linfociti T diversi ed ognuno riconosce e reagisce nello specifico ad antigeni diversi, siano essi di natura virale o fungina. Esistono già nel nostro organismo dei linfociti T in grado di riconoscere e debellare il tumore, ma sono rari e non bastano ad eliminare la malattia. I ricercatori del San Raffaele sono però riusciti a “tagliare” il Dna già presente del linfocita e crearne uno reattivo alla sola “ancora” tumorale.

Una nuova tecnica di manipolazione genetica che ha permesso di eliminare le imperfezioni dei linfociti T ottenuti con altri tipi di ingegneria genetica. I precedenti linfociti modificati erano dotati di due tipi di “ancore”, una per l’antigene tumorale ed una per il preesistente antigene virale o fungino, con il risultato di essere meno efficaci di quelli che l’organismo sviluppa in modo naturale. Oltre alla scarsa efficacia, il rischio era che tali linfociti attacchino cellule sane perché il Tcr, sito di ancoraggio dell’antigene, può essere modificato in modo scorretto ed imprevedibile, innescando così reazioni autoimmuni. Una scoperta quella di Elena Provesi e Pietro Genovese, giovani ricercatori e primi autori dello studio,è valsa il prestigioso premio “Van Bekkum Awar” dalla Società europea di trapianto di midollo.

 

Published by
admin